Modena, Caliendo: "Non possiamo sbagliare. Combatteremo il calcioscommesse"
SE MAI CI FOSSE ancora un dubbio, quello che è in rampa di lancio è il Modena di Caliendo. I soldi saranno anche di Commini, ma in sede non si muove foglia che Totò non voglia. Nove giorni all’inizio del campionato, una squadra ancora da completare e mille idee nella testa del vulcanico manager. C’è materiale a sufficienza per fare il punto della situazione.
Caliendo, da dove cominciamo?
«Dalla soddisfazione di aver scelto degli ottimi collaboratori. Parlo di Secco, Cannella e Marcolin. Anche se l’esperienza mi suggerisce che saranno i risultati a dire se saremo stati bravi».
E la squadra come le sembra?
«Con un paio di nuovi innesti avremo una buona squadra. E prendendo Marcolin sono certo di aver scelto il migliore allenatore sul mercato».
Sta guardando al mercato sudamericano?
«Sì, è così, ma per il Modena non posso sbagliare le scelte»
Quali sono le linee guida del suo lavoro?
«Ci sarà una profonda riorganizzazione interna e già stiamo facendo qualcosa. Semmai dovessimo fare un exploit, non vogliamo trovarci impreparati ad affrontare nuove situazioni».
Chi arriva in una nuova società parla sempre di giovani e di un progetto per valorizzarli. Voi cosa farete?
«Le nostre otto squadre di ragazzi sono ultime nei loro campionati. Quindi qualcosa da fare c’è. Partiremo da una profonda selezione che inizierà nelle scuole».
Lei ha detto che vorrebbe far lavorare i suoi calciatori fuori dagli orari di allenamento.
«Mi piacerebbe che i nostri giocatori, magari a gruppi, prendessero parte alle lezioni di educazione fisica nelle scuole».
Ha detto anche di voler rivoluzionare il modo di fare calcio. In che modo?
«Presenteremo la nostra commissione etica per combattere il calcio scommesse, approvata anche dalla Federazione. Sarà una grande novità che farà parlare di noi».
In concreto?
«Alla fine delle partite sarà consegnata una cartolina a quattro calciatori che dovranno rispondere a tre domande».
Un quiz? Cosa c’entra con il calcio scommesse?
«Non posso svelare nulla al momento. Quello di combattere il calcio scommesse è un mio cruccio. Io nei confronti di chi non denuncia gli illeciti non darei 3-4 mesi di squalifica, ma vorrei la radiazione».
Intanto voi partirete con meno 2?
«Sono ingiustizie da combattere con la prevenzione».
Scusi Caliendo la parentesi: ma lei lo farebbe allenare Conte?
«Lui doveva denunciare l’illecito. Entrando nello specifico delle sentenze, Zeman ha detto la sua, ma in casa mia faccio quello che mi pare. Quindi se voglio, può allenare».
Torniamo al Modena. Ci sarà qualche altro imprenditore al fianco di Commini?
«La gente che vuole entrare nel calcio oggi deve avere una certezza: che i suoi soldi non finiscano in fumo. E se ci sono delle perdite è perchè ho portato a casa dei campioni, garantendo un patrimonio alla mia società».
L’esatto contrario di quanto è successo nell’ultimo anno. Di buono c’è stato solo il mantenimento della categoria.
«Sicuramente la rotta è da invertire. E noi ci stiamo muovendo in qusta direzione».
Come si rapporta nei confronti di quei soci che vogliono uscire dal Modena?
«Lascio il problema a Ghirlandina. Dico solo che qui non c’è posto per i presuntuosi, quelli che vogliono sfruttare il Modena per altri fini».
Dicono che lei abbia fatto tutto questo per il Mammut.
«Io li lascio dire. Certo è che il Modena non può non avere un suo centro sportivo. E nella zona del Mammut c’è lo spazio per realizzare sei campi da calcio. Questo è un dato di fatto. Io sono qui per costruire una azienda calcio, organizzata che non butta via soldi».
Per una vita lei ha gestito gli interessi dei calciatori. Come si sente dall’altra parte della scriviania?
«Guardi che nella mia carriera ho sempre salvaguardato anche le società. Si ricordi che gli affari si fanno in due».
A propositi di affari, che fine ha fatto l’idea Baggio?
«Ho parlato con lui e Petrone. Baggio mi ha detto che non si sente pronto. Comunque, anche se fosse venuto, in panchina ci sarebbe stato Marcolin».
Ha paura del debutto con il Verona?
«Eh che sarà mai? Avranno paura loro. Io no».
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