Ciro Polito: "Sarei onorato di tornare alla Salernitana"
La Salernitana è a caccia di un portiere di esperienza e, inevitabilmente, il suo nome è spuntato fuori a distanza di 5 anni dalla sua ultima esperienza con la maglia granata. Qualche contatto -non diretto- con la dirigenza e con la società di Lotito e Mezzaroma c'è stato e Ciro Polito spera vivamente di poter tornare a Salerno e riscattare un biennio particolarmente difficile e non certo per colpa sua e di uno spogliatoio quanto mai unito e che onorò la casacca fino in fondo senza percepire un euro di stipendio. La notizia del suo possibile ritorno ha diviso i tifosi: da un lato chi accoglierebbe a braccia aperte un atleta di indiscutibile valore, dall'altro chi -con eccessiva severità- storce il naso dimenticando che Polito ha perso tantissimi soldi ed intaccato la sua carriera per colpe non certamente attribuibili a lui. Calcisticamente può piacere e non piacere, umanamente il suo comportamento è sempre stato impeccabile: è questo il concetto che il diretto interessato tiene a ribadire in un'intervista a cuore aperto concessa a Resport24.com
Polito, cosa c'è di vero su un suo arrivo a Salerno?
"Non ho sentito nessuno in prima persona, non ho un procuratore che mi segue direttamente, ma qualche contatto c'è stato e sto aspettando di capire cosa accadrà: due portieri già ci sono a Salerno, se mi vorranno sarà senza dubbio un onore far parte della grande famiglia della Salernitana. Credo che qualcosa, eventualmente, si muoverà soltanto negli ultimissimi giorni di mercato. Se verrò lì sarò contentissimo, altrimenti continuerò a tifare granata: amo tutte le squadre del Sud pur essendo di Napoli, le rivalità non mi interessano perchè non ha senso farci la guerra tra poveri".
Un pizzico di scetticismo da parte della piazza ha accompagnato le voci su un suo ritorno. Sarebbe un problema o uno stimolo in più?
"Le storie di Montervino e Pestrin insegnano che Salerno sa riconoscere le qualità tecniche ed umane e che non ha pregiudizi. All'epoca la gente se la prendeva con i calciatori più esperti perchè soffriva, senza capire fino in fondo quali sacrifici non solo economici stavamo facendo. Sentivo Manolo un anno e mezzo fa: mi diceva che non poteva neanche riscaldarsi che subito lo stadio lo fischiava. Ero sicuro che li avrebbe riconquistati, sarebbe un sogno poter vivere la stessa esperienza. Sono a disposizione, se la Salernitana chiama sono pronto".
"Salerno è stata la mia rovina", questa tua frase è oggi oggetto di polemiche: vogliamo chiarire una volta per tutte che non ce l'avevi con i tifosi?
"Solo chi è in cattiva fede può strumentalizzare questa frase: è chiaro che ce l'avessi con la Salernitana Calcio intesa come società, con quella presidenza che prese in giro me, i miei compagni, una tifoseria ed una città intera. Si può dire che sono bravo o che sono scarso, ma nessuno potrà mai mettere in discussione le mie qualità umane: per Salerno ho fatto tante rinunce, ho perso una barca di soldi ed ho visto la mia carriera subire un'involuzione dopo anni di serie A ad ottimi livelli. Anche tecnicamente le prestazioni iniziali furono buone, ma condivido con i tifosi una riflessione: riuscireste a rendere al meglio in un ambiente lavorativo in cui non c'è organizzazione e nel quale esistono una miriade di problemi non solo economici?"
Vuole togliersi qualche sassolino dalle scarpe o chiarire qualcosa rispetto a quel biennio molto difficile?
"Vi pare che non abbia stima della piazza di Salerno? Lì si vive di calcio, il pubblico è davvero il dodicesimo uomo ed ho enorme rispetto di quella gente: ancora oggi qualcuno mi ricorda con affetto, ne sono lieto. Quanto alle critiche, ci tengo a ricordare una cosa: ero all'apice della mia carriera nel 2010, ma strappai un biennale importante a Catania rinunciando alla serie A e a tante offerte firmando per la Salernitana a giugno, col mercato ancora fermo. Nonostante la retrocessione decisi di restare e di passare da San Siro alla Lega Pro in un anno, una mazzata non indifferente che quasi mi stava spingendo ad appendere i guantoni al chiodo. Ho fatto tutto per dimostrare di essere un grande uomo, poi calcisticamente si può piacere e non piacere. Non dirò mai pubblicamente quanti soldi ho perso a Salerno, vi assicuro che sono tanti e che la mia carriera ne ha risentito negativamente: non ho rancori, tornare sarebbe soltanto un onore per me".


