Brescia, si sogna Antenucci e si pensa a Lupoli
Vendere, non comprare. Ma sarà vero? Strategia di basso profilo o avanti coi saldi per la zona-playoff? Gino Corioni farà quello che ha dichiarato oppure ha messo le mani avanti per poi spiazzare tutti? La risposta si avrà presto: dopodomani alle 19 stop alle operazioni di mercato. E da questa mattina i dirigenti del Brescia si affanneranno nei saloni milanesi a caccia dell'affare giusto, nella speranza che chi comanda dia il via libera all'acquisto. Cosa successa in passato, non l'anno scorso. In un caso e nell'altro Corioni aveva prima assicurato di non voler prendere niente e nessuno. Stavolta? Rinforzi sì o no? DI SICURO, rispetto all'anno scorso il Brescia si è nettamente indebolito: via El Kaddouri e Jonathas, Piovaccari e Vass, Cordova e Dallamano, Zoboli e Martinez (che riparte dal Lecce, in Legapro), sono arrivati tanti stranieri (Sodinha già rotto, Benali da valutare, Rosso che non convince, De Blasis che è già andato via, Mitrovic e Saba che promettono bene), oltre ai Caracciolo che danno affidamento (l'Airone aspetta di prolungare il contratto, Antonio si è inserito). Senza contare Kone, che si è chiamato fuori alla prima trasferta di campionato facendo infuriare tutti: vuole andar via, è difficile da ripresentare, ma anche da piazzare. Il Brescia si augura che almeno uno dei sondaggi recenti (Chievo, Cagliari, Fiorentina, Varese) diventi qualcosa di concreto. Da acquistare, per una squadra competitiva, ci sarebbe parecchio. Nella speranza che Zambelli e Daprelà, i giocatori proposti da Corioni al Napoli, non prendano la strada di El Kaddouri (ieri la presentazione e il primo allenamento con Hamsik e compagni): «Zambelli sta bene qui e non è interessato all'aspetto economico, Daprelà è un mancino che farebbe comodo e andrebbe di corsa», rivela il presidente. In entrata c'è da fare in ogni reparto. In difesa si cerca un centrale di esperienza: Andrea Esposito (Genoa-Lecce), Massimo Volta (Sampdoria), Valerio Di Cesare (Torino) andrebbero bene. Il più facile da prendere è Esposito (il Lecce non può tenerlo in Legapro).
Volta non gioca nella Samp, ma ha mercato. Di Cesare è gradito a Ventura, il suo tecnico, che vorrebbe tenerlo. PER IL CENTROCAMPO un'opzione plausibile è Roberto Scozzarella (Atalanta, classe '88), sufficientemente dinamico e duttile da irrobustire una mediana che a Crotone aveva giocatori adattati. Di sicuro un salto di qualità arriverebbe dall'attacco, se Andrea Caracciolo fosse meno solo. Mitrovic si deve ambientare in Italia, Picci ha sempre giocato nei dilettanti, Feczesin ha la valigia in mano (e Maccan se ne va: lo aspetta l'Andria). Un compagno di reparto come si deve cambierebbe la vita all'Airone (sempre che resti: se Udinese, Verona e Chievo si fanno avanti, Corioni lo cede). Una nuova idea arriva da Grosseto: piace Arturo Lupoli, classe '87, nato a Brescia, cresciuto nel Parma, ex Arsenal, nel mirino di mezza B. Pregio, la versatilità (prima o seconda punta all'occorrenza). Difetto, il fiuto del gol (mai in doppia cifra). È multiuso pure Antonino Ragusa, '90, a metà fra Genoa e Pescara. Ma la prima scelta resta Mirko Antenucci, '84, in uscita dal Catania, uno che segna tanto e dunque piace a tanti. Con il Catania si potrebbe parlare anche dell'interno Federico Moretti (ex Grosseto). Ma spunta una pista estera: Manuel Arteaga, classe '94, venezuelano di passaporto spagnolo.


