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Brescia, si cercano capitali esteri

Brescia, si cercano capitali esteri TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Alfredo Pelizza
sabato 23 febbraio 2013, 14:30Calciomercato

Nuovi orizzonti per il Brescia. Mentre la squadra arranca, indebolita da sessioni di mercato votate alle uscite, il presidente Gino Corioni sogna un futuro migliore e volge lo sguardo a Oriente in cerca di capitali cinesi. Per questo ha deciso di affidare le strategie del suo club a Giuliano Noci: una figura esterna, docente di marketing al Politecnico di Milano, già all'opera per il rilancio del progetto-stadio (la vera ragione del recente silenzio-stampa, adottato per riportare l'attenzione sulla questione-Rigamonti) e del marchio biancazzurro in generale. LA CINA è vista come l'interlocutore del futuro per stringere alleanze e ottenere sostegno finanziario. Anche per questo Corioni continua a corteggiare Roberto Baggio, l'ambasciatore ideale del Brescia nel mondo. La popolarità del Divin Codino nell'Asia orientale è considerata un elemento vincente per la riuscita dell'operazione, che Noci ha illustrato nel corso di una riunione con la famiglia Corioni e la dirigenza nella sede di via Bazoli. Il Brescia ha una storia da sfruttare, marketing e merchandising da valorizzare, uno stadio da rifare che, una volta ottenuto il sospirato via libera politico, potrà diventare un veicolo di crescita e di investimenti. Logico cercare sponde in Cina (seconda potenza economica mondiale). Una realtà nota a Noci, autore di progetti di ricerca e formazione in oriente. NOCI non sarà solo: ha un suo staff, per le questioni amministrative fa affidamento su Giovanni Renzi Brivio (partner e presidente del Cda di Project Group, società di consulenza di organizzazione e direzione aziendale). Ma attenzione: già in passato Corioni, alla ricerca di potenziali partner e/o acquirenti, aveva contattato professori di chiara fama per far crescere il Brescia: da Angelo Provasoli (oggi presidente del gruppo editoriale Rcs) a Gregorio Gitti (fra i promotori di Scelta Civica con Monti per l'Italia). Più dei professori, una mano gliel'ha data l'anno scorso Antonio Guastoni, commercialista e vice-presidente di Sampdoria Holding, contribuendo a un maxiscambio di giocatori con il club blucerchiato che portò 7 milioni nelle casse biancazzurre.  E un aiuto a Corioni è arrivato puntualmente dai soliti amici. Il presidente del Brescia su qualcuno ha potuto contare: imprenditori come i Saleri, avvocati come i Ghirardi, famiglie che gli sono state vicino nei momenti di maggiore difficoltà.

A deluderlo, in oltre vent'anni di presidenza, è stato soprattutto il mondo politico, con le sue promesse non mantenute.  LA NUOVA FIGURA di Giuliano Noci ricorda quello di Ugo Calzoni, che dopo la retrocessione del 2011 si era visto affidare la direzione generale del club. Una rivoluzione sfumata presto. Anche Calzoni aveva esperienza e curriculum indiscutibili, eppure alla fine si è dovuto defilare. Il ricambio societario non c'è stato, la riorganizzazione dei quadri non ha prodotto svolte. Il motivo? Per costruire servono basi solide, chiarezza nei ruoli. Occorre che il contesto non delegittimi il manager chiamato a trasformare un'azienda familiare in un progetto più ampio. Occorre un marchio appetibile. Occorre un entusiasmo da ricreare, innanzitutto, con i risultati sul campo. La squadra può puntare ai playoff, ma deve pure schivare i playout. Aspettando il nuovo stadio, al di là dell'ambasciatore che ci si sceglie, è difficile convincere qualcuno a investire su un Brescia che ha il Rigamonti semivuoto anche perché non fa acquisti, è reduce da un mercato che ha scavato un solco in favore della concorrenza, è condannato a vendere i giocatori migliori per sopravvivere. Per invertire la tendenza servirebbero tempo, pazienza, fortuna. Intanto c'è da onorare un campionato in cui tutto, in un senso o nell'altro, può ancora succedere.

Fonte Laffranchi per BresciaOggi