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Barreto: "Il rinnovo? Sarei felicissimo ma dipende dal Palermo"

Barreto: "Il rinnovo? Sarei felicissimo ma dipende dal Palermo" TuttoB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
autore
Giuseppe Adragna
domenica 12 gennaio 2014, 20:00Calciomercato

Il capitano del Palermo Edgar Barreto si è raccontato sulle colonne del Corriere dello Sport, parlando della sua avventura rosanero e dei suoi obiettivi futuri, ecco quanto evidenziato da TuttoPalermo.net: "Siamo contenti, soprattutto dopo una partenza stentata. Ci vuole una forza particolare per ribaltare la situazione e raggiungere la vetta. Importanti i punti di Gattuso? E chi lo nega? Dispiace per Gattuso, sono sicuro che farà una carriera da grande, ha la stoffa. Peccato che sia finita così la nostra avventura con lui. La retrocessione? Un periodo amaro per tutti. Sono orgoglioso di portare la fascia. Sono stato capitano dell'under 20 del Paraguay in un Mondiale, ma esserlo del Palermo è motivo di soddisfazione. E' una responsabilità e credo di ripagare la fiducia. I miei ricordi calcistici più belli? Colantuono lo ringrazio, abbiamo vissuto un anno entusiasmante a Bergamo. Dopo una retrocessione, abbiamo ottenuto subito la promozione. Il ricordo più bello è il secondo posto ai Giochi Olimpici di Atene del 2004, medaglia d'argento e finale persa con l'Argentina". Barreto ha parlato dei suoi idoli fuori e dentro il campo: "Mi piaceva Davids per il suo modo di essere e la sua grinta, occhiali a parte. Poi, amo le persone che fanno la storia come Nelson Mandela. A sei anni andavo a scuola calcio, la scintilla arrivò con mio fratello, portiere della Nazionale e del Cerro Porteño. Diego ha tre anni più di me, ha avuto esperienze in Spagna, Argentina e Svizzera, ha giocato con me alle Olimpiadi, è ancora portiere della nazionale, ha ricevuto un premio speciale dal Presidente della Repubblica, è stato più volte portiere dell'anno. Nel calcio è sempre difficile affermarsi e bisogna rinunciare a tante cose quando si è piccoli, niente uscite con gli amici e solo sacrifici. Lui è riservato e pagliaccio, scherza sempre. Arce è stato fonte di ispirazione, aveva un calcio stupendo, era uno specialista.

In Paraguay è famoso un altro Arce, Dionisio, non sapevo giocasse nel Palermo. Faccio parte di un altro calcio, un'altra epoca. Con mio fratello ci vedevamo sempre in Nazionale, ora meno. Si è infortunato al ginocchio, tra un mese torna. In casa, da piccoli, creavamo la barriera con le sedie o altro e calciavamo le punizioni a giro. Un gioco. Quanto conta l'allenatore in una squadra? a lui parte tutto, è il motore della squadra, dà un'identità al gioco, plasma il gruppo e lo spogliatoio. Se questo feeling non si forma, difficile andare avanti. Futuro al termine della carriera? So fare solo questo. Resterò nel mondo del pallone. Se non avessi giocato a calcio, di qualcosa avrei dovuto vivere. Mio padre lavorava in una compagnia telefonica. Futuro in A con il Palermo? Dipende dal Palermo. Se mi offrono il rinnovo faccio i salti di gioia. Se vado in A - sono superstizioso, facciamo gli scongiuri - sono felice, il Palermo è una grande società, ha tanta strada davanti. Le 100 partite sono un traguardo successivo".

Fonte tuttopalermo.net