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Bari, Andrisani: "Mercato disastroso a gennaio. La squadra si è indebolita. Inspiegabile la cessione di Borghese"

Bari, Andrisani: "Mercato disastroso a gennaio. La squadra si è indebolita. Inspiegabile la cessione di Borghese" TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Carlotta Delperdono
lunedì 4 marzo 2013, 15:00Calciomercato

Uno degli ex calciatori biancorossi maggiormente legati alla realtà del galletto. E da barese doc non potrebbe essere altrimenti. Stiamo parlando di Michele Andrisani, centrocampista del Bari targato Beppe Materazzi negli anni 90. Uno che come si dice in gergo “faceva tanta legna” in mediana, insomma un gladiatore, un lottatore, per intenderci una alla Gattuso che però con i piedi ci sapeva fare.  Un calciatore che ha militato in  piazze prestigiose come Palermo, Catanzaro, Taranto ed esigenti come ad esempio Pisa, Castellamare di Stabia e Casarano.

Esperienze nelle quali ha sempre ben figurato, lasciando un ricordo ed un segno positivo, ma la piazza di Bari e gli anni in biancorosso sono un’altra cosa. Un mix di gioie (promozione nella massima serie sempre con Materazzi) e dolori (terribile infortunio in serie A ai crociati in un Bologna-Bari, un incidente che lo ha colpito nel momento in cui stava dando il massimo ed era molto apprezzato dal tecnico sardo, un incidente di percorso che ha condizionato oggettivamente una carriera che comunque è stata ricca di soddisfazioni). Ma questo fa parte del passato, adesso Andrisani dirige assieme agli amici Marcello Sansonetti e Antonio Di Gennaro la Pro Calcio Puglia, scuola calcio ubicata in Bari presso il centro sportivo Coffit di Bari e la società ginnastica angiulli sempre nel capoluogo pugliese.

Lo abbiamo ascoltato in esclusiva per analizzare il difficile momento della squadra di Torrente: “Oltre ad essere stato un giocatore della squadra della mia città, il massimo per chi pratica questo sport mi ritengo un grande tifoso e vedere il club in una situazione di classifica e societaria così deficitaria mi fa davvero male. Bari è una piazza importante che merita minimo di stare stabilmente nella massima serie. Quando le cose vanno male a mio avviso le colpe e le responsabilità vanno equamente divise tra società il direttore sportivo, tecnico e calciatori che vanno in campo. Ad inizio stagione notavo nei calciatori grande “fame calcistica” e voglia di stupire, adesso invece noto una apatia e un atteggiamento non battagliero che dovrebbe contrariamente accompagnare costantemente un club che vuole e deve ottenere la salvezza. Alcune scelte societarie nel mercato di gennaio onestamente non sono riuscito a comprenderle, una su tutte la cessione di Martino Borghese che si comportava da leader nello spogliatoio tenendo unito il gruppo e in campo non dimentichiamo i due gol a Varese di cui uno annullato che il difensore realizzo negli ultimi cinque minuti di gara e poco dopo essere entrato in campo. Vedo un gruppo calcisticamente depresso e questo mi preoccupa non poco. Mantenere la cadetteria per il Bari è fondamentale come lo sarà battere il Vicenza diretta concorrente nella lotta per non retrocedere. Solo che per ottenere i tre punti il Bari attuale non basta, in campo ci vuole gente motivata come lo ero io quando indossavo la fantastica maglia biancorossa e che in quei novanta minuti tiri fuori gli attributi per onorare i colori del galletto”.

Fonte TuttoBari.com