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Tramezzani: "Brescia, la strada è giusta"

Tramezzani: "Brescia, la strada è giusta" TuttoB.com
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
autore
Federico Errante
giovedì 29 settembre 2011, 16:22Brescia

E’ spesso così, soprattutto nei primi due mesi: la serie cadetta regala sempre qualche sorpresa, non è mai scontata. E così, ad esclusione del Padova, che ha ricominciato la stagione 2011/2012 da dove aveva finito quella precedente, continuando a macinare bel gioco e vittorie, là sopra, in alto, a contendersi il primato in classifica, ritrovi chi mai ti saresti aspettato.

Del Torino abbiamo già detto e analizzato qualche settimana fa, ma ecco che a fargli compagnia, inaspettatamente troviamo un'altra formazione storica del campionato cadetto, il Brescia. Una società investita da una fresca retrocessione ma che, alla resa dei fatti, sembra esser riuscita a ritrovare compattezza, serenità e risultati, nonostante tutto.

Nonostante tutto, è proprio da dirlo. Primo perché non è mai scontato che una società, una squadra ed un gruppo, sappiano reagire così prontamente ad una bruciante retrocessione. Di solito, anzi molto spesso, i tempi per metabolizzare una batosta del genere sono molto più lunghi dei due mesi di preparazione pre-campionato concessi allo staff, e ai suoi ragazzi, prima dell’inizio della stagione.

Nonostante tutto perché questo Brescia di inizio stagione sembra essere lo spot di un calcio che non c’è più, o meglio, che sta cercando di tornare sgomitando tra grandi proclami e campioni annunciati. Si perché sfido chiunque a dire che avrebbe scommesso su una partenza del genere dei bresciani, dopo un’estate passata praticamente in silenzio, con un mercato che non solo non ha fatto gola a nessuno ma sembrava il segnale di una società in declino. Caracciolo, Diamanti, Mareco e tutti gli altri in uscita non erano giocatori facili da sostituire; qualunque formazione avrebbe pagato dazio. E chi pensava che gli uomini chiamati a sostituirli, perfetti sconosciuti o quasi, sarebbero stati in grado di far dimenticare la recente storia bianco-blu? Chi avrebbe mai puntato su Salamon, El Kaddouri, Juan Antonio, Jonathas e gli altri per dire che il nuovo Brescia puntava ad un grande rilancio?

Bravo il d.s. Iaconi, che con un mercato fatto praticamente soltanto di uscite eccellenti e di rientri da prestiti, ha saputo fare di necessità virtù puntando su giocatori “nuovi”, giovani ed affamati, ma che in campo sono in grado di esprimere quelle qualità indispensabile per il calcio della Serie B. Intuizione da dieci e lode, poi, puntare su un tecnico preparato come Beppe Scienza, uno che di sfide se ne intende e che di situazioni difficili ne ha già affrontate molte nonostante la carriera da allenatore l’abbia iniziata da poco. Uno che dalle giovanile è passato al “calcio adulto” sedendo sulla panchina di quel Legano che, dopo averlo portato ad un passo dalla promozione in Prima Divisione, si è sciolto per fallimento. Uno che è saputo ripartire dal Viareggio ottenendo un’importantissima salvezza ai paly-out. Uno che ha le idee chiare di cosa chiedere ai propri giocatori e di come farli giocare: pressing, possesso, palla a terra, accelerazioni brucianti. Un allenatore che, insieme ai suoi ragazzi, è stato capace in pochi mesi di riportare grande entusiasmo in una piazza sfiduciata e sfilacciata. Basta guardare il Rigamonti, basta pensare ai numeri: quota 4 mila abbonamenti non era stata raggiunta nemmeno la scorsa stagione nella massima serie.

E poi, come sempre, quando le cose vanno nella direzione giusta è stata la società a fare un ottimo lavoro. In silenzio ha saputo tracciare la linea da seguire e contro tutte le aspettative ha saputo far cassa, incassando 8,5 milioni di euro dalle cessioni eccellenti, capendo che per ripartire bisognava puntare su nuova linfa, nuove motivazioni, nuovi valori.

Chi se l’aspettava? Nessuno probabilmente, o pochi, ma questa è la serie B ed il suo bello: non c’è mai nulla di scontato.

Fonte Paolo Tramezzani (Opinionista Rai Sport)

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