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NULLA E' PERDUTO, TESTA BASSA E PEDALARE

NULLA E' PERDUTO, TESTA BASSA E PEDALARE
autore
Angelo Rota
domenica 7 marzo 2010, 17:24Brescia

Il Brescia è uscito sconfitto dallo scontro diretto in casa contro il Grosseto, altra pretendente alla serie A che ha scavalcato le rondinelle e si trova ora nettamente in vantaggio negli scontri diretti. Gli uomini di Iachini venivano da 9 risultati utili consecutivi che avevano loro permesso di risalire fino al secondo tempo e di lanciarsi verso la zona promozione diretta. Percorso simile per i maremmani di Gustinetti, che avevano poi subito nel turno precedente una inaspettata e cocente sconfitta interna da parte del Crotone. Ieri, per una sorta di legge del contrappasso, è toccato al Brescia pagare dazio e vedere interrotta la propria serie positiva. La sconfitta rimediata non è tuttavia fonte di preoccupazione: dopo tante gare su altissimi livelli uno stop ci può stare, anche se è un peccato esservi incappati in una giornata così importante. La reazione della squadra nel secondo tempo fa comunque ben sperare per il proseguimento della rincorsa alla massima serie.

Analizzando attentamente la partita di ieri, sono 5 i fattori principali che hanno caratterizzato la gara, in rigoroso ordine alfabetico:

FATTORE A: A come approccio, il Brescia ha affrontato la gara col piglio sbagliato, non con la giusta cattiveria. E’ mancata l’aggressività nel filtro a centrocampo, l’attenzione nelle marcature difensive e la precisione in avanti. Le rondinelle sono parse svagate e confusionarie, giocando il primo tempo con la sufficienza di una squadra già arrivata.

FATTORE C: C come cinismo, quello messo in campo da un Grosseto ben messo in campo che ha trovato il gol su palla inattiva e giocate personali, capitalizzando con i 3 punti i 3 gol realizzati nel primo tempo, rinunciando poi a costruire gioco ed iniziando a calciare semplicemente il pallone lontano già dopo il 2-0.

FATTORE D: D come difesa, il reparto che era stato il punto di forza della squadra nelle ultime giornate. Il primo tempo di ieri è stato disastroso per tutti i componenti, con De Maio che ha perso Turati sul primo gol, Berardi insicuro e disattento, Bega annichilito da Pinilla ed Arcari incerto sul secondo gol. Una giornata storta collettiva, che dopo un lungo periodo di concentrazione ci può stare.

FATTORE P: P come Pinilla, l’uomo decisivo. Il cileno, dato per acciaccato alla vigilia, ha sfoderato una prestazione super, mettendo a segno 2 reti meravigliose e tenendo in ansia da solo, e persino zoppo nel finale, l’intera retroguardia biancoblù. L’attaccante biancorosso ha dimostrato di essere un bomber di categoria superiore e di meritare altri palcoscenici.

FATTORE S: S come sfortuna, perché il Brescia, oltre ai propri demeriti, ha pagato anche la malasorte. Se la prima occasione di Possanzini si fosse concretizzata, staremmo parlando di un’altra gara. Allo stesso modo, se il tiro di Budel fosse entrato il match sarebbe andato diversamente, così come la traversa che ha negato il gol a Caracciolo ha impedito alla Leonessa di riaprire la gara prima.

Il Brescia è quindi incappato nella più classica delle giornate storte che nel calcio possono capitare, o meglio in una mezza giornata storta. La reazione della ripresa è infatti il punto da cui ripartire per le prossime gare, che saranno senza dubbio molto importanti per il prosieguo della stagione, insieme al sostegno del pubblico nel finale, che è un segnale di fiducia fondamentale. Quindi, poiché nulla è perduto e poiché, come ha voluto ribadire il mister al termine della gara di ieri, non eravamo fenomeni prima e non siamo brocchi ora, è giusto non fare drammi. Tutti compatti, testa bassa e pedalare: la salita è dura, ma la strada è quella giusta.

 

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