LA QUESTIONE STADIO AGITA GLI ANIMI DEI TIFOSI
I tifosi del Brescia sono in fermento per il problema stadio. La situazione del Rigamonti è apparsa se possibile ancora più disastrosa a chi ha avuto, come il sottoscritto, il piacere di seguire la squadra in trasferta al Braglia di Modena. Si è trattato di un “piacere” non solo per l’importantissima vittoria ottenuta dalla squadra, ma anche per l’impianto che ha accolto i supporters biancoblù: un gioiellino da poco più di ventimila posti, tutti a sedere, con spalti a ridosso del campo e visuale perfetta da ogni punto dello stadio, come si può apprezzare dalla foto scattata in loco. Il Braglia attuale, la cui prima costruzione risale al 1936, è il risultato di un’opera di ristrutturazione in quattro fasi che ha consentito di passare in 4 anni da un impianto al limite dell’agibilità ad uno stadio in grado di ospitare addirittura le partite della nazionale.
Perché mai una città come Brescia, popolosa, ricca e all’avanguardia, non è capace di dotarsi di una struttura del genere? Perché lo stadio viene sempre messo in cima nei programmi a parole e puntualmente in coda nei fatti?
Dopo i fatti di Brescia-Empoli nei playoff della scorsa stagione, tutte le istituzioni bresciane erano d'accordo: a Brescia serve uno stadio nuovo. Sono passati mesi, ma finora si è parlato tanto e a vuoto, ma non si è agito. I tifosi ora sono stanchi e si sentono presi in giro quando sentono trattare il tema dai vari esponenti dell’amministrazione comunale e provinciale, che hanno fatto montagne di promesse senza mai muovere un dito, procastinando continuamente le decisioni e dando priorità ad altri progetti, come la nuova sede del comune, che erano bisogni forse meno impellenti per la città.
Non c’è da stupirsi se gli spalti del vecchio Rigamonti rimangono vuoti nonostante le buone prestazioni della squadra: recarsi allo stadio, parcheggiare, “accomodarsi”, vedere la partita e tornare a casa sono operazioni che stanno acquisendo sempre più le caratteristiche del sacrificio.
L’attuale stadio risulta osceno alla vista ed è inadatto ad ospitare competizioni sportive di alto livello, tanto che alcuni settori rischiano di essere dichiarati inagibli a causa dei veri e propri crolli che vi si verificano, che ovviamente mettono a repentaglio la sicurezza dei tifosi presenti.
Inoltre, chi si avventurasse sui malconci gradoni del Rigamonti in un settore popolare si deve rassegnare ad essere esposto anche alle intemperie, poiché l’unica zona che gode di copertura è la tribuna.
Come se tutto questo non bastasse, i coraggiosi ed impavidi che scelgono, per amore della maglia, di vedere una partita di calcio a Mompiano possono a malapena... intravederla. Gli spalti sono notoriamente troppo lontani dal terreno di gioco in qualsiasi settore ed il pubblico non può far arrivare il proprio calore ai giocatori in campo.
La situazione dei servizi circostanti lo stadio non è migliore. L’afflusso al Rigamonti è stato piuttosto scarso negli ultimi tempi, ma già se si arrivasse a 10'000 presenze la situazione viabilità e parcheggi diverrebbe problematica, mentre sarebbe insostenibile in caso di un tutto esaurito. In caso di promozione in serie A questi problemi sarebbero praticamente quotidiani.
Una recente indagine ha evidenziato che per adeguare il Rigamonti alle norme vigenti per la serie A, occorrerebbero più di 3 milioni di euro. Annualmente vengono spese cifre ragguardevoli per sistemare in modo raffazzonato un impianto ormai anacronistico, che andrebbe raso al suolo. Non è facile reperire 30, 40, 50 milioni per costruire una struttura moderna all’altezza, ma è innegabilmente inutile continuare a spendere i soldi dei cittadini per riparare uno stadio che andrà comunque demolito.
Questi “lifting” potrebbero essere accettabili se già ci fosse un progetto serio, concreto, deciso, avviato per un nuovo stadio, mentre a Brescia siamo ancora nella fase delle parole. E lo siamo da decenni!
Il bresciano medio è una persona schietta, diretta, lavoratrice, a cui piacciono tanto i fatti e poco le parole. Ed i bresciani meritano quindi rispetto e risposte precise. Il sindaco Paroli aveva dichiarato che a settembre sarebbero dovuti partire i lavori per lo stadio, ma al momento tutto tace.
E’ inutile nascondersi dietro un dito, necessitano risposte e fatti. A che punto è il progetto? Se il Brescia andrà in A, dove giocherà? E’ prevista una ristrutturazione transitoria del Rigamonti o dovremo vivere anni di deroghe o in affitto nelle città vicine?
Signor sindaco, immagino che sarà molto impegnato visto il periodo elettorale, ma visto che anche lei è bresciano, se ha rispetto per i bresciani, si comporti per una volta da vero bresciano e faccia sapere ai bresciani come stanno davvero le cose.


