Il Brescia è ancora da "lavori in corso", ma...
Premessa: questo Brescia, si spera, è lontano parente della squadra che affronterà il campionato, tra giovani da scoprire e gente con i bagagli pronti. Lo dice Calori («Così non ha senso parlare di serie A»), lo pensano a voce più o meno alta i senatori dello spogliatoio.
Il mercato è in stallo, eppure il nuovo Brescia si muove. Muove innanzitutto la rete del Genova International Team, multinazionale di giocatori senza contratto che 24 ore prima ne aveva prese 6 dalla Feralpi Salò. Muove l'entusiasmo dei tifosi, saliti già dal giorno prima a Temù sfidando frane e strade chiuse, sobbarcandosi un giro dell'oca (Valsabbia, Madonna di Campiglio, Valdisole e giù oltre il Tonale), che se ne stanno al sole alle 2 del pomeriggio incitando soprattutto Andrea Caracciolo a restare a Brescia. Muove soprattutto la curiosità di rivedere all'opera i «saranno famosi», i giocatori no logo su cui «il Brescia della ricostruzione e della ripartenza» (copyright capitan Zambelli) punta per un campionato che sia migliore dell'ultimo e migliore significa al minimo play-off.
Certo, i gradi di parentela non autorizzano al momento sogni di gloria. Ma la curiosità si fa acquolina in bocca nel vedere le evoluzioni di Marko Mitrovic, che deve ancora abituarsi a duettare con un partner (Andrea Caracciolo, uno di quelli con i bagagli pronti) e con un trequartista (De Blasis). Nel Chelsea agiva da solo, a Temù sta imparando il dialogo, l'uno-due.
Il mestiere del gol no, lo conosce bene. La doppietta che apre la goleada alla multinazionale dei disoccupati (8 nazionalità: 4 brasiliani e 3 olandesi; italiani, romeni e ghanesi sono 2; Australia, Grecia e Canada hanno un rappresentante) è da bomber autentico: nella prima occasione, al 5', lo svedesone scatta, con uno stop pianta in asso il povero ghanese Salomon, pariruolo e quasi omonimo del Salamon biancazzurro e di mancino segna. Stessa scena al 17': coast to coast di Salamon, Salomon resta lì come una mummia e Mitrovic in corsa sfonda la rete con un sinistro potente.
ALL'ATTIVO DEL CENTRAVANTI di Malmoe anche un palo di testa su angolo di Budel, un paio di conclusioni respinte dal portiere De Bellis e pure un paio di recuperi nella propria metà campo, segno di partecipazione alla manovra. Tutto in 45 minuti. Chi ne è avulso è De Blasis. Calori sta insistendo nel proporlo trequartista, ma l'argentino non ha il passo per stare alle spalle delle punte: non ha rapidità nel tiro e l'impostazione della squadra nella prima mezz'ora (lancio lungo a cercare Mitrovic e Caracciolo) non lo aiuta. Quando, poco prima dell'intervallo, il Brescia prende a fraseggiare, giocando la palla a terra e spesso di prima, De Blasis si fa apprezzare. L'azione del 4-0, allo scadere, nasce da un assist dell'argentino per Lasik, lanciato sulla destra, cross basso rapido per il tocco di Andrea Caracciolo. Il 3-0 era stato opera di Scaglia (37') da posizione impossibile. Nel secondo tempo cinque cambi subito, gli altri nei primi 20 minuti. Giocano 90 minuti solo Salamon da centrale difensivo e Scaglia, che fa l'esterno mancino. Sulla destra c'è capitan Zambelli, che al 2' timbra su assist di Picci: inserimento a centroarea, stop a seguire e sinistro vincente. Al 6' segna anche Budel direttamente su punizione ed è un evento raro, tanto che il regista serra il pugno come se fosse la rete decisiva nella finale play-off. Picci è il più atteso dai tifosi, la Nord conia per lui il coro più divertente della giornata, giocando sul cognome e sulla propensione al tiro, ma per l'attaccante pugliese ci sono un palo e un paio di clamorose occasioni sciupate. In gol, invece, vanno Quaggiotto, figlio d'arte e dalle qualità interessanti (spaccata su assist di Ragnoli, altro beniamino dei supporter) e Benali che chiude con un destro da posizione defilata. Oggi libertà per tutti, mercoledì alle 17.30 test con l'Albinoleffe. In attesa che, con le reti avversarie e la passione dei tifosi, si muova anche il mercato.


