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Brescia, Zoboli: "Con il Toro ricordi intensi"

Brescia, Zoboli: "Con il Toro ricordi intensi" TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
giovedì 15 settembre 2011, 23:10Brescia

Ultimamente, ha premuto troppo spesso il tasto "rewind" e quasi sempre i ricordi (professionali) non sono stati dei migliori: un paio di playoff gettati al vento, centinaia di giri di campo in solitudine sull’erba del San Filippo in un assurdo accantonamento, un nuovo armadietto in cui poggiare gli scarpini d’una stagione finita male. Ma gli ultimi amarcord per Davide Zoboli, quelli in maglia granata, hanno una particolarità: «Sono ricordi intensi - afferma il difensore emiliano - Con il Toro ho vissuto un periodo molto pesante nei primi sei mesi, poi c’è stata la grande cavalcata nel girone di ritorno culminata però con la finale persa al "Rigamonti". Ma rimane certamente un’esperienza che mi ha aiutato parecchio nella mia crescita professionale».

Attesa. «Cosa troveremo a Torino? Sicuramente un ambiente caldo. So che lì la piazza può affossarti come esaltarti. E poi, soprattutto, troveremo una squadra costruita per andare in serie A».

Big-match. «Beh, se consideriamo i punti in classifica, dieci per uno, si può parlare di big-match. Ma il nostro obiettivo rimane la salvezza. Da conquistare partita dopo partita. Certo, se riusciamo a mantenere questo trand, va tutto bene. Ma voliamo bassi».

Accoglienza. «No, non m’aspetta alcuna accoglienza particolare e io non cerco alcuna rivalsa. Con Budel e Scaglia abbiamo solo voglia di far bene in uno stadio ‘particolare’ che conosciamo. Strascichi? Forse tra tifoserie ma non tra le due squadre, anche perché sono rimasti veramente pochi di quelli che erano in campo nella sfida per la A».

Bianchi. «Non lo scopro io che Rolando è un attaccante importante. È micidiale soprattutto in area di rigore dove trova spesso colpi ad effetto che non t’aspetti. Ma non sarà solo lui da tener d’occhio. In partite come questa, dovremo ridurre al minimo qualsiasi tipo d’errore. Certo, loro sulla carta sono più forti, ma alla fine conta solo quello che decide il campo».

Stupore. «Sinceramente sono stupito di questo inizio positivo. Ma questo stupore parte già dal ritiro. Credo che la spensieratezza tipica della gioventù, ci stia dando una mano. Insieme ad un’unità di spirito e d’intenti notevole».

Carta d’identità. «Non m’aspettavo d’essere a trent’anni il più vecchio (con Budel, che ha otto mesi più di me e tengo a specificarlo…) in campo. Ma non mi sento ‘vecchio’, me ne sento 24/25. Anche se, ogni tanto, guardo la carta d’identità e me ne rendo conto».

Metabolismo. «Ho metabolizzato le vecchie faccende che sono successe qui a Brescia. E mi sono affezionato a questo gruppo e a questa filosofia di squadra. Mi sento responsabile del reparto arretrato, ma  è bello sapere che tutti insieme ci diamo una mano. C’è un bel clima, tocchiamo ferro…».

Scienza. «Quanto c’è del mister di questo brillante inizio? Parecchio, perché ha saputo creare e gestire il gruppo, con una capacità di comunicare con giovani e meno giovani che è stata fondamentale».

Maran. «Un legame Scienza-Maran? Forse sì, come Rolando è stato abile a comunicare con tutti, abile a capire dove lavorare. E poi, avendo smesso relativamente da poco di giocare, Scienza è riuscito a calarsi nella testa dei giocatori. Beh, speriamo almeno  non finisca come con Maran…».

Quaranta. «Dite che fin qui ha convinto più il Brescia che il Toro? È vero, ma quando devi vincere per forza, non è semplice e loro devono farlo. Noi no. In più, la B è imprevedibile e vive spesso sugli episodi. La Samp ha un organico fuori competizione, addirittura meglio di alcune squadre di A; il Padova è stato costruito per vincere e sta rispettando il pronostico, come il Toro. Poi ci sono sempre le sorprese e speriamo di essere noi una di quelle. Ma prima di tutto, pensiamo a fare i quaranta punti che ci mancano per la quota salvezza. Se poi arriverà qualcosa in più, ci penseremo solo in quel momento».

Sorpresa. «Chi mi ha stupito più di tutti i giovani compagni è Juan Antonio, soprattutto ricordandolo un po’ spaesato al suo arrivo. Sta facendo veramente bene, ma tutti sono maturati parecchio».

Rinnovo. «Sto aspettando una chiamata dalla fine del Mercato, almeno così mi avevano detto… Ma non mi strappo i capelli se dovessero decidere diversamente, sono pronto a tutto. Perché vi ho detto che ho metabolizzato ma non scordato quello che mi è successo l’anno scorso. E ricordo anche che alcune promesse fatte ad altri non sempre sono state mantenute. Penso a Possanzini, per esempio…».

Fonte Bresciacalcio.it

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