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Brescia, "Volevo rilevare il club, ma poi ho scelto il Varese"

Brescia, "Volevo rilevare il club, ma poi ho scelto il Varese" TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Federico Errante
mercoledì 30 novembre 2011, 13:34Brescia

Forse la vera occasione mancata da Gino Corioni non è bresciana. Non è, insomma, il contatto finito nel nulla con il carpenedolese Tommaso Ghirardi, che poi ha rilevato il Parma. Non gli incontri all'inizio dell'ultima estate con un gruppo di imprenditori, tra i quali Giuseppe Pasini, leader di Federacciai e numero uno della Feralpi Salò di Lega Pro 1.

L'occasione mancata di Corioni è il presidente della prossima avversaria del suo Brescia: Antonio Rosati, 42 anni, dal giugno 2008 proprietario del Varese, rilevato dopo una salvezza stentata in C2 e portato in carrozza in B: «Prima di prendere il Varese - racconta Rosati -, mi era stato proposto il Brescia. Volevo entrare nel calcio, sapevo e so bene che veicolo può essere per chi ha un'attività imprenditoriale. Ma mi muoveva soprattutto la passione. Dopo il Brescia, ho trattato lo Spezia, poi ho preso il Varese. In nessuna di queste tre città ho interessi diretti».

L'ATTIVITÀ imprenditoriale di Rosati, originario di Santa Margherita Ligure ma residente in Brianza, spazia dai cantieri navali (la Queens Yacht di Rosignano Solvay, Livorno) ai carrelli elevatori (la Omg di Gonzaga, Mantova). L'interesse per il Brescia matura a fine 2007: «Ricordo gli incontri con Corioni - le parole del presidente del Varese -: 3-4 in 3 mesi. Sono stato a casa sua a Ospitaletto, poi allo stadio a vedere la partita del Brescia».

Poi non se n'è fatto nulla: «Sono stato vicinissimo a prendere lo Spezia. con il Brescia i contatti erano avviati. Con Corioni si è parlato di due possibilità: o di rilevare in toto la società o di un affiancamento per prepararlo a un'uscita di scena graduale. Non se ne fece nulla e il primo motivo è che allora Corioni non voleva vendere davvero».

Ed è un'impressione che, ripensando a tutta la vicenda a distanza di anni, Rosati conferma: «Sì, Corioni non era pronto a separarsi dalla sua creatura - racconta -. Ho trovato una persona squisita e un grande competente di calcio. Mi ha raccontato la sua carriera di dirigente e credo che la sua storia, soprattutto a Brescia, parli per lui. Ero seriamente intenzionato ad acquistare la società. Ho lasciato perdere quando ho capito che, sotto sotto, staccarsi dal suo giocattolo gli costava molto».

COSÌ, a marzo 2008, chiuso il capitolo Brescia eccolo in trattativa con lo Spezia: «Poi ho preso il Varese. E quando siamo stati promossi in B, nel guardare il calendario ho subito guardato quando avremmo affrontato il Brescia. Ho voglia di rivedere Corioni, anzi lo invito ad assistere alla partita sabato. Sarebbe un onore avere al mio fianco un presidente così bravo, soprattutto un signore e me lo ha dimostrato quest'estate. Mi ha "prestato" il Rigamonti quando, per questioni burocratiche, il Varese doveva dare alla Lega un campo di gioco in attesa della messa a norma del nostro stadio. Di recente sono venuto a Brescia per la gara con il Pescara, Corioni non l'ho visto, so che non viene più allo stadio e che è contestato. E mi dispiace: non è giusto con quel che ha dato».

A Varese si vocifera che Rosati voglia passare la mano. E un ritorno di fiamma per il Brescia? «Nella vita ho imparato che mai dire mai. Ma se è ancora in sella nonostante tutte le difficoltà - conclude Rosati -, credo che Corioni non sia ancora pronto per separarsi dalla sua creatura».

Fonte Brescia Oggi

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