Brescia, vietato distrarsi
Meglio togliersi dalla testa che esiste una squadra chiamata Padova. Meglio un'aspirina per debellare la febbre del sabato sera. Meglio un mercoledì da leoni per concentrarsi sul Gubbio, di scena stasera al «Rigamonti» (ore 20,45). Cutolo e Cacia, chi erano costoro? Vuoi mettere Ciofani e Raggio Garibaldi? E l'ex Gigi Simoni, da direttore tecnico artefice del doppio salto degli umbri dalla C2 alla B? D'obbligo pensare alla città del don Matteo televisivo, non alla città del Santo.
Non è questione di scherzare con i santi. Si sta parlando di fanti, ma non si scherza affatto. In città, però, si respira una grande euforia, che proietta non pochi già verso la sfida di sabato a Padova. «Il Gubbio? Ma cosa volete che sia il Gubbio?», è il pensiero ricorrente di questa corrente. La corrente degli ottimisti.
Ai tifosi non è giusto togliere i sogni. Nessuno può impedirlo e bisogna essere grati a questa squadra per la boccata d'aria fresca che ogni settimana fa respirare a Brescia e ai bresciani. Ci voleva dopo anni di cappe di smog nei dintorni di società e spogliatoio. Insiprare, espirare. Inspirare, espirare. A pieni polmoni.
IL BRESCIA è già arrivato a quota 15, l'obiettivo dichiarato è la doppia salvezza: in campo e della società. In campo bisogna evitare un'altra discesa e per quanto riguarda la società è opportuno scolorare il rosso di tanti anni di inutili spargimenti di emolumenti. È un discorso che non tutti accettano, ma che dentro il Brescia ognuno ha compreso: dirigenza, staff tecnico, giocatori. E ci si regola di conseguenza. Umiltà, testa bassa e pedalare.
La classifica dice che sta meglio il Brescia. E non solo per i punti. Gli umbri sono penultimi, hanno un allenatore che sta in sella fino a quando la società non troverà qualcuno disposto ad accettare la panchina. Nelle ultime settimane hanno detto di no Maran, Pillon e Camolese. Ieri, nella sede, è stata segnalata la presenza di Campilongo. Povero Pecchia. Eppure, da tre settimane, il Gubbio fa punti. Sono tre pareggi, d'accordo, ma pesa il raffronto dei gol subiti: solo 2 contro i 14 delle prime 4 gare.
SCIENZA ha i suoi tormenti per pensare a quelli dei colleghi. La parola turn over gli guasta l'umore, ma quando ci vuole... Per sostituire il nazionale Daprelà e lo squalificato Budel, almeno. Per lo svizzero, c'è Dallamano. Per il regista possibile la promozione a titolare di Martina Rini, finora sempre utilizzato in corsa.
La difesa non cambia: Arcari tra i pali (Leali mancherà anche sabato a Padova per gli impegni in Svezia con l'Italia under 19), Berardi e Dallamano terzini, De Maio-Magli coppia centrale. Il solo ricambio è in dubbio: Zambelli andrà in panchina solo se non sentirà più dolore al piede sinistro, colpito dalla fascite plantare.
A centrocampo Salamon in regia, El Kaddouri e Martina Rini (in alternativa Vass) interni. In attacco Scaglia rifinitore e l'inedita coppia Feczesin-Juan Antonio. Per Jonathas, come ha confermato Scienza, possibile un turno di riposo: «Questione di energie - la spiegazione dell'allenatore -. I due attaccanti sono stanchi». Sulla possibile esclusione del brasiliano pesa la diffida: un cartellino giallo gli costerebbe Padova. Ma Jonathas potrebbe anche giocare. Perchè, ed è il pensiero ricorrente all'interno del Brescia, il vero scontro diretto è con il Gubbio. È stasera che si deve vincere. Padova è lontanissima.


