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Brescia, una notte per sognare ancora

Brescia, una notte per sognare ancora TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
sabato 8 ottobre 2011, 17:11Brescia

Si accendano le luci. Il Brescia bussa alla tana del Padova, la squadra più forte del campionato. Anche se reduce dalla prima sconfitta a Bergamo con l'Albinoleffe, resta la formazione meglio costruita.

Allo stadio «Euganeo» è una sfida stellare. Si gioca la sera (ore 20,45), è un anticipo senza concorrenza, è uno scontro al vertice (seconda contro terza, divise da un punto, 17 a 16). Che volere di più se non il mantenimento dell'imbattibilità?

E L'IMBATTIBILITÀ è stata messo in serio pericolo mercoledì sera al «Rigamonti» dal Gubbio, che finora non ha ancora vinto ma da 4 giornate non piede. Radio spogliatoio parla di qualche muso lungo per la mancata vittoria con gli umbri. D'accordo che in queste prime giornate in tanti si sono fatti la bocca buona: in casa successo garantito, in trasferta il pari, un colpetto ogni tanto e la classifica si impenna. Comoda la vita.

Così il 2-2 per grazie ricevuta con la matricola umbra - quello di mercoledì è un punto gradito in quanto insperato per come si era messa la partita - a qualcuno, anche all'interno (e non si parla solo di giocatori), è sembrato la fine del mondo o qualcosa che gli si avvicina molto.  Non  deve essere così. Semmai Beppe Scienza avverte del pericolo contrario: «Le voci di mercato mercoledì sera hanno fatto più danni che altro - le parole dell'allenatore del Brescia -. Qui deve esistere solo il Brescia: una grande stagione può siginficare un futuro in una grande squadra».

DA DUE PARTITE, però, i biancazzurri non stanno brillando come nelle prime giornate. A Modena l'espulsione di Budel dopo 27 minuti, con il Gubbio l'avversario arroccato ma capace di percentuali da pallacanestro nell'area altrui (2 su 2). Ma anche il cambiamento di modulo. Mercoledi la formula del doppio trequartista e dell'unica punta ha tolto spazi vitali alla manovra.

MA A PADOVA Scienza ritrova d'incanto tre giocatori, uno per reparto, che riportano il Brescia al volto antico, almeno in partenza: Zambelli sulla destra in difesa, Budel in mediana, Jonathas in attacco.

Si è visto con il Gubbio cosa significa avere o non avere questi giocatori. Quando è entrato nella ripresa, Zambelli sulla destra è stata una spina costante nel fianco della difesa avversaria. La rinuncia a Jonathas in nome del turn over ha tolto fisicità all'attacco e pure Feczesin, senza il brasiliano, è parso un altro giocatore, molto meno efficace. E in mezzo la circolazione del pallone non è stata efficacia come quando c'è Budel.

SCIENZA si riserva un solo dubbio (Juan Antonio o Scaglia trequartista, ma l'argentino resta favorito), per il resto si torna al modulo più consono, il 4-3-1-2: Arcari tra i pali; Zambelli e Dallamano terzini, De Maio e Magli centrali di difesa; Salamon in mediana, El Kaddouri e Budel interni di centrocampo; Juan Antonio (o Scaglia) dietro a Feczesin e Jonathas.

Anche Dal Canto, come Scienza, ha un dubbio: chi in regia tra Italiano e Milanetto? L'ex biancazzurro ha giocato (male) mercoledì a Bergamo, quindi favorito per questioni di alternanza sembra Italiano. Il tecnico dei veneti ha intenzione di impiegare in avanti Lazarevic, liberatosi solo ieri dagli impegni con la Slovenia.

Ma a parità di dubbi, non c'è storia sul monte ingaggi: una ventina di milioni per il Padova, poco più di 6 per il Brescia dell'austerità. Eppure le due squadre in classifica sono divise solo da un punto.

Si prospetta una seratina intrigante all'«Euganeo». Si accendano le luci, please.

Fonte Brescia Oggi

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