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Brescia, un poker dedicato allo Sceriffo

Brescia, un poker dedicato allo Sceriffo TuttoB.com
© foto di Alberto Mariani
autore
Federico Errante
lunedì 23 gennaio 2012, 18:16Brescia

Come all'andata, più che all'andata. Contro la Nocerina non c'è storia e stavolta nemmeno i pali (2, come in agosto in Campania) fermano la marcia del Brescia, che con due assi cala il poker di successi. La classifica fa venire la tentazione (ma è solo una tentazione. Per ora) di buttare via le asticelle e di gettare in pattumiera il pane della prudenza. I play-off sono a 3 punti di distanza, il margine sui play-out è di 8. Un abisso se si pensa che Calori raccolse i biancazzurri 2 lunghezze sopra la retrocessione diretta. Questo Brescia sembra aver cancellato tutto quanto è centenario: dal modulo, il 4-3-1-2 che fu la base della retrocessione e che stava trascinando questa squadra in Lega Pro, alla maglia: sarà pure inguaribile romanticismo, ma la «V» bianca è un'altra cosa. Peccato per le curve divise. A unirle solo i cori per Vittorio Mero (oggi 10 anni dalla tragica morte: sembra ieri e le lacrime, a ripensarci, sono ancora calde).

DA LASSÙ lo Sceriffo avrà applaudito questo Brescia bello nei risultati (4 vittorie di fila) e nell'estetica. Il primo tempo è un monologo, la Nocerina cade solo per un destro di El Kaddouri e si aggrappa ai guantoni di Concetti per restare in partita, per coltivare la speranza che «gol sbagliato, gol subìto» trovi ancora una volta pratica applicazione. Ma «gol subìto» è la prima parola, il irus che Calori ha cancellato dalle menti e dagli abecedari tattici del Brescia. Si parte sempre dalle fondamenta per ricostruire una casa e una squadra di calcio non fa eccezione. Poi, certo, la Nocerina pare una squadra già rassegnata. Campilongo è appena arrivato, ma oggi potrebbe già essere esonerato dopo due sole partite.  Nel Brescia paga la rivoluzione del buon senso: primo non prendere gol (che non significa rinunciare al gioco) e rimettere punti nel carniere, poi si penserà anche a far divertire. Il momento del «poi» è già arrivato.  Rispetto alle ultime due uscite, cambiano due interpreti: Martina Rini per lo squalificato Vass a centrocampo, Jonathas per l'infortunato Feczesin in attacco. Il modulo no: davanti ad Arcari 3 difensori (Martinez, De Maio e Caldirola), 5 centrocampisti (Budel in regia, Martina Rini e il rinato Mandorlini interni, Zambelli e Daprelà sulle corsie laterali), un trequartista (El Kaddouri) e una punta (Jonathas).

L'EQUAZIONE «meno punte, più punti» è reale. Prima si meritava almeno di pareggiare e si perdeva. In casa i tre gol sul groppone erano la norma. Ora il Brescia vinceva le partite che era più giusto finissero con la «X». Contro la Nocerina ecco un successo frutto anche del gioco, oltre che dell'organizzazione. Atteggiamento attendistico nei primi 20 minuti, lasciar sfogare la Nocerina e ripartire. Poco alla volta, il Brescia muta pelle e prende il comando delle operazioni. C'è sicurezza nelle chiusure difensive e a cascata nel provare l'iniziativa personale. Da secoli non si vedeva il Brescia tirare così bene da lontano: Mandorlini, soprattutto Budel che ci prova almeno 4 volte, lui che in biancazzurro non ha ancora segnato. Una volta il palo, un'altra Concetti, l'uomo che tiene in partita il fanalino di coda fino al 27' della ripresa, quando viene superato da un'inzuccata facile facile di Jonathas, che si era visto respingere un bel pallonetto sulla linea da De Franco. Il brasiliano a volte cerca il «di più», ne sbaglia parecchi ma trimbra spesso: 9 gol in 17 presenze. Buttalo via, uno così. 

NESSUNO, invece, si sognerebbe di fare a meno di un El Kaddouri così baciato dalla grazia. Il belga ispira, segna la prima rete con un inserimento fulmineo in area, un pallone vagante non domato da Jonathas e ben difeso da Zambelli, recupera palloni, strappa applausi, E il capitano? Ora fa cose che da sempre sono nelle sue corde e che aveva mostrato solo a sprazzi per colpa dei guai fisici di gioventù e per ordini di scuderia: colpi a effetto (magnifico un tunnel a Di Maio al 22' del primo tempo), traversoni, inserimenti in area quando l'azione parte dalla sinistra, come in occasione dell'1-0. Finisce in gloria anche con la Nocerina. La difesa resta immacolata, l'attacco segna il giusto, la classifica inizia a profumare. Avanti così, pensando con affetto alla felicità di Gino Corioni davanti alla Tv nella sua stanza d'ospedale e sul cuore la stella dello Sceriffo.

Fonte Brescia Oggi

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