Brescia, si vuole sfatare un tabù
Certe cose non si dimenticano. Soprattutto i dispiaceri. Il Catania, lo scorso anno, è stata la maggiore fonte di dolore per il Brescia, battuto dai siciliani 3 volte su 3 tra campionato e Coppa Italia.
CHI AMA IL BRESCIA ricorda bene l'ultimo capitolo, datato 8 maggio. Al «Rigamonti» i biancazzurri si giocano le residue speranze di salvezza. Ci si attende una squadra all'arma bianca, con il coltello tra i denti e la bava alla bocca. Come promesso da Marco Zambelli, appellantosi al pubblico nei giorni precedenti a quell'incontro da mors tua vita mea.
Zambelli, capitano solo de facto (adesso la fascia ce l'ha davvero), è l'ultimo ad arrendersi di un Brescia che aveva smesso di sperare una settimana a Marassi, al gol al 91' dell'ex Mannini che fissò un incredibile 3-3 tra due squadre di lì a una settimana giustamente retrocesse. Finisce 2-1 per il Catania, che senza colpo ferire segna con Silvestre e Bergessio. Il Brescia, subissato dai fischi e dalla contestazione fatta soprattutto di ironia, accorcia a tempo scaduto con una punizione di Diamanti, splendida quanto inutile. E alla fine è retrocessione aritmetica con due giornate d'anticipo sulla conclusione.
Certe cose non si dimenticano, e lo dice pure Beppe Scienza. Ma lo stesso allenatore ricorda benissimo che al termine del mercato mancano solo 10 giorni e che finora, dalle parti di via Bazoli, non si è mossa foglia: se non si cede, non si compra; se non si incassa, niente rinforzi. «Io sono pronto a tutto - le parole di Scienza -, ma così siamo corti. Ai primi contrattempi rischiamo di avere problemi seri».
In attesa che la società faccia la sua parte - e la speranza è che l'incontro di oggi tra l'ex Lo Monaco e il direttore sportivo del Brescia Iaconi porti a conclusione l'incrocio Kone-Sciacca - tocca alla squadra. Scienza assicura di tenere terribilmente al passaggio del turno, che cancellerebbe il tabù-Catania (non quell'1-2 dell'8 maggio, il vero dispiacere; l'1-5 di Coppa del 25 novembre dell'anno scorso è niente al confronto) e costituirebbe un bel biglietto da visita non solo per il campionato di serie B ma anche per quei giocatori eventualmente contattati dal Brescia.
RIASSAPORARE la serie A in uno stadio di grande fascino e calore, e non solo per il periodo, è inebriante. L'importante è che l'epilogo non sia lo stesso di quando il Brescia era in serie A, con quelle sconfitte in serie sinonimo di calvario.
Scienza dovrebbe presentare una sola novità rispetto alla formazione che ha eliminato L'Aquila: sulla trequarti, alle spalle della coppia gol Jonathas-Feczesin, dovrebbe agire Scaglia e non Antonio. In mediana, acciaccati Salamon e Martina Rini, fuori causa Cordova e Vass, spazio ancora a Paghera e Budel.
Nel Catania non sono disponibili il rientrante Bergessio e il nuovo acquisto Suazo. In attacco giocherà Maxi Lopez, in odore di cessione alla Fiorentina. Al suo fianco potrebbe esserci Lanzafame, fresco ex che in biancazzurro non ha lasciato traccia.


