Brescia, si vuol tornare a correre. Ma la corsia è quella d'emergenza
Arriva il Sassuolo e, dopo due sconfitte consecutive, bisogna tornare a correre per non perdere la strada che porta ai play-off e al grande sogno. Ma per tornare a correre il Brescia non può che utilizzare la corsia d'emergenza. Lo autorizza l'infermeria che, di giorno in giorno, in ora in ora, si riempie a ritmi da vertigine. L'ultimo ospite inatteso è Marco Zambelli, che all'ora di pranzo stava bene ma durante la rifinitura ha accusato un problema muscolare, una contrattura per essere più esatti, la cui entità sarà valutata nei prossimi giorni.
IL FORFAIT del capitano non ci voleva per una serie di motivi: 1) per l'importanza del giocatore, che nel ruolo non ha ricambi ma solo gente che si può adattare, come Mandorlini: la speranza è che il campionato del gavardese non sia terminato ad Ascoli; 2) per il momento in cui avviene. Calori, contro il Sassuolo, ha il centrocampo decimato: Vass è squalificato, Salamon in infermeria, Budel convocato, «ma non è assolutamente pronto per una partita del genere», Calori dixit; 3) non ci voleva una simile defezione nella fase decisiva della stagione. Martedì si torna già in campo, a Bergamo contro l'Albinoleffe, e sabato prossimo al «Rigamonti», arriva il Varese per un altro confronto diretto. Fosse solo l'infermeria, il problema. Ci si mettono pure le Nazionali a complicare i piani dell'allenatore biancazzurro. Leali è tornato la notte scorsa dall'Ungheria, dove ha giocato con l'under 19, mentre Caldirola e Rossi sono arrivati in ritiro solo alle 14, mentre la squadra finiva di pranzare prima della rifinitura, di ritorno dalla Scozia dove ieri sera hanno giocato (per 45 minuti, i primi) con l'Italia under 21. Intanto il Brescia cerca la tranquillità e Calori un'intuizione vincente nella quiete relativa dell'albergo di Coccaglio, in cui ieri c'erano in ritiro anche l'Avellino di Prima Divisione, reduce dalla partita di mercoledì a Lumezzane e impegnato domenica a Ferrara contro la Spal, e l'Italia femminile di rugby.
NON È IL MASSIMO per una squadra di serie B, ma bisogna fare di necessità virtù. E Calori sta pensando a due soluzioni per la formazione. Ma i rebus sono numerosi. Il primo è quello del ruolo di portiere. Arcari è debilitato, lo si vede dal pallore del volto su cui non c'è più la barba folta dei giorni scorsi, ma è stato convocato: chiaro segnale che si fa di tutto per recuperarlo e le ultime dal ritiro lo danno con buone possiiblità di tornare titolare dopo il forfait di Ascoli. In difesa Calori potrebbe concedere un turno di riposo a Caldirola, in calo di rendimento come ha confermato il primo tempo non esaltante con l'under 21, schierando il trio Martinez-Zoboli-De Maio. Se invece si decidesse di puntare ancora sull'ex interista, la panchina potrebbe toccare a Martinez. Per il resto la soluzione più probabile è la conferma (forzata) del modulo 2+1, quello di Ascoli: due trequartisti (Rossi ed El Kaddouri), un attaccante (Jonathas, indiscutibile dall'alto dei suoi 15 gol in 27 partite). Una formula che presuppone il centrocampo a 4: Mandorlini e Daprelà ali, Martina Rini e Cordova interni. Altrimenti, spazio alle due punte, con El Kaddouri dietro alla coppia Jonathas-Feczesin, quest'ultimo passato davanti a Piovaccari nelle gerarchie di Calori. Il quarto è Maccan. Foti, ormai, è un corpo estraneo: non viene più nemmeno convocato.


