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Brescia, si ricorre a Nicolas

Brescia, si ricorre a Nicolas TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
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Redaz. TuttoB.com
mercoledì 19 ottobre 2011, 13:36Brescia

L'asticella bassa in tempi non sospetti non era un vezzo. Come il prendere le distanze da certi paragoni sul gioco (Barcellona, Guardiola). Allo stesso modo, però, è giusto rispedire al mittente i lamenti gratuiti, le critiche ingenerose su questo Brescia, capace di raccogliere 16 punti in 10 giornate e di perdere solo 2 volte.

Alzi la mano (non l'asticella: guai) chi quest'estate, con le scorie della retrocessione non ancora smaltite e le macerie dei conti societari ancora fumanti, non avrebbe sottoscritto un simile bottino. Il problema è la diversità di rendimento del periodo agosto-settembre (14 punti in 6 gare, 2 soli gol al passivo) e dell'ottobre da tour de force (7 partite in un mese: 2 punti nelle 4 disputate con 8 reti incassate).

ANCHE NEI NUMERI sta la spiegazione della frenata biancazzurra, da mettere in preventivo considerando l'esiguità della rosa a disposizione di Scienza. Esiguità diventa eufemismo se si parla dell'attacco.

Il problema è se le defezioni, in questo caso sottoforma di infortuni (Magli, Zoboli), colpiscono un singolo reparto. Contro il Pescara Scienza aveva un solo centrale difensivo di ruolo, De Maio, e ha dovuto adattare Berardi, che in 10 giornate ha coperto tutti i ruoli arretrati, dopo le 2 presenze da terzino sinistro e le 4 da destro. Ma i tre gol subìti dal Pescara e l'aver preso una rete fotocopia (la seconda di Cutolo a Padova e la prima di Immobile lunedì) non possono essere solo colpa delle assenze. Ingiusto gettare la croce a Berardi. A Padova Cutolo ha segnato il 2-1 con la difesa schierata con due centrali di ruolo (Magli e De Maio), fattisi saltare ingenuamente.

Con questo organico, costruito non con un preciso progetto tecnico-tattico ma basandosi esclusivamente su quel che rimaneva in dispensa e soprattutto su quel che consentiva il portafoglio, era inevitabile che prima o poi arrivasse un momento meno felice. Grasso che cola il bottino raccolto sin qui, alla rispettabile media di 1,6 punti a gara.

QUESTO non è il momento dei processi. Lo hanno capito i tifosi, che lunedì sera hanno chiamato i giocatori e Scienza sotto la curva per ringraziarli dell'impegno. Semmai, ed è un discorso che coinvolge la società da una parte e l'allenatore dall'altra, è la fase dei correttivi. Il Brescia ha iniziato a dare un'occhiata al mercato degli svincolati, ma il difensore centrale da tesserare deve essere giovane e avere i requisiti per diventare un buon affare.

In attesa di novità, Scienza deve pensare a tamponare l'emorragia. Di punti, soprattutto di gol sul groppone. Elementare: quando il Brescia aveva la miglior difesa volava, adesso che subisce 2 reti a incontro fatica a fare risultato, anche perchè l'attacco ha una capacità realizzativa normale, non eccezionale come il Pescara di Zeman.

Assodato che il modulo non si tocca, a Grosseto dovrebbe tornare tra i convocati Nicolas Cordova, che in Maremma ha ancora parecchi estimatori: il ritorno del cileno a Grosseto potrebbe diventare realtà in gennaio.

Resta il problema della difesa. In questo momento, con Zoboli e Magli fuori causa, l'unica alternativa a Berardi è Dallamano, un altro esterno. Oppure, togliendolo però da un centrocampo che sarà già privo dello squalificato Budel, affidarsi a Salamon, che in versione centrale  dicono sia destinato a un carrierone. O, extrema ratio, ricorrere alla Primavera. Tra i difensori «baby» si dice un gran bene di Nicola Falasco, classe 1993, la stessa età di Leali. E se politica dei giovani deve essere...

Fonte Brescia Oggi

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