Brescia, si balla sulle punte
La difesa è la meno battuta e l'attacco segna con una puntualità che nemmeno uno svizzero. Ma puntuale a segnare è chi gioca in attacco. Anche se, va detto, chi staziona a centrocampo o in difesa ci ha provato più volte, ma senza fortuna.
Nelle prime sette giornate il Brescia è rimasto a secco solo a Torino (0-0). Nelle altre 6 partite ha messo a segno 9 reti con 4 giocatori: Feczesin, Jonathas e Juan Antonio, oltre a El Kaddouri, che Scienza ha trasformato in interno mediano. Ma con il Cittadella, spostato nell'antico ruolo di trequartista, il belga ha timbrato il cartellino con uno splendido colpo di testa nel cuore dell'area.
«È VERO, ho segnato quando sono tornato all'antico ruolo - le parole di El Kaddouri -, ma ho sfiorato più volte il gol anche partendo da una posizione più arretrata».
Con il Cittadella è accaduto anche nel primo tempo, prima che l'uscita di Juan Antonio riportasse alle origini El Kaddouri. Che a Modena si è trasformato in uomo-assist. Dal suo piede destro è partita la punizione che Feczesin ha trasformato nel pareggio.
L'ungherese merita un discorso a parte. E non solo perchè è il capocannoniere del Brescia. Il 2011 si sta rivelando l'anno della consacrazione dal bomber. Ad Ascoli, dove è andato in prestito a gennaio, ha realizzato 8 reti in 19 gare; in biancazzurro, dove è tornato a furor di bilancio, 2 in 2 in Coppa Italia e 4 nelle 7 di campionato. Fanno 14 gol in 28 gare nell'anno solare, alla media di uno ogni due incontri disputati. Ed è solo logico il rinnovato interesse della Nazionale ungherese per il centravanti. Un onore per Feczesin, che ci tiene eccome; un problema per il Brescia che, in attesa di riscoprire Maccan e di vedere quanto vale Ramos Martinez, in attacco non può fare turn over.
La scoperta vera è Jonathas. Inguardabile a Modena, ma è la prima volta che il brasiliano è al di sotto della sufficienza. Finora ha assicurato al Brescia fisicità, tecnica e anche gol, visto che finora ne ha fatti tre e ogni volta che ha segnato (Vicenza, Empoli, Cittadella, sempre in casa), la squadra di Scienza ha vinto.
Jonathas è stato portato a Brescia all'inizio di quest'anno da Mino Raiola. La scorsa stagione ha raccattato le briciole: 220 minuti spalmati in 6 partite. È nel mirino del Milan, ha margini di miglioramento enormi.
JUAN ANTONIO IGNACIO è stato il giocatore più devastante nelle prime giornate. Lo schema era collaudato: scatto su una delle due fasce e assist per una delle punte, di solito Feczesin. L'argentino ci ha messo direttamente del suo a Nocera Inferiore, alla seconda giornata, firmando la rete dell'1-1. Negli ultimi turni gli avversari, capita l'antifona, gli hanno costruito intorno gabbie o sguinzagliato mastini incaricati di morderlo e seguirlo anche negli spogliatoi nell'intervallo.
A Modena Juan Antonio è stato sacrificato sull'altare della ragione tattica, dopo l'espulsione di Budel. La crescita di questo talento indiscutibile passa da una sfida: diventare immarcabile. Come ai tempi riusciva, e benissimo, un suo connazionale di nome Diego Armando Maradona, il più grande di tutti.


