Brescia, sciolto il primo nodo per la prossima stagione
Alessandro Calori non ha mai smesso, nemmeno per un secondo, di essere l'allenatore del Brescia. E non solo per il contratto. Ieri il tecnico era a Foligno a seguire Inter-Palermo, per le fasi finali del campionato Primavera. E oggi rientrerà in città. Alla Saniplast c'è l'incontro con Gino Corioni che martedì, alla cena conclusiva a Cologne, aveva congedato Calori così: «Ci vediamo lunedì per i dettagli».
È IL SEGNALE di un rapporto destinato a continuare: «Sì, è previsto il mio incontro con il presidente - le parole di Calori - e salvo colpi di scena dovrei restare». Al momento il contratto scade il 30 giugno 2013. Un annuale, come nelle abitudini di Gino Corioni, che negli ultimi anni ha fatto un'eccezione per Mazzone (altri tempi) e per Cosmi (pentendosene dopo pochi mesi). Ma martedì Corioni e Calori, a tavola, hanno parlato fitto. E ne sono usciti con un rapporto rinforzato di stima reciproca. Corioni è riconoscente a Calori per il lavoro fatto: la valorizzazione dei giovani, senza disconoscere l'opera determinante di Beppe Scienza all'inizio, la salvezza con 10 giornate d'anticipo raccogliendo una squadra sull'orlo della retrocessione diretta, l'aver riportato un pizzico di entusiasmo grazie alla serie di record (imbattibilità di Arcari, vittorie in trasferta). Calori per il presidente nutre un affetto sincero, per nulla scalfito da certe esternazioni recenti sul contratto. Al presidente il tecnico concede quel che ad altri non concederebbe. Anche qualche «botta e risposta» più del necessario. Ma cosa si diranno oggi Calori e Corioni? Il presidente prenderà la parola e illustrerà al tecnico la situazione, non più difficile come un anno fa. I debiti sono diminuiti. Con un paio di cessioni (ma potrebbe esserne necessaria solo una) e una buona risoluzione delle comproprietà (Diamanti, Hetemaj, Kone), che dovrebbero portare nelle case biancazzurre tra 6 e i 6,5 milioni di euro, il Brescia potrebbe iniziare la prossima stagione con il bilancio pressochè risanato. Ma il presidente ha il terrore sacro di tornare alla situazione pregressa e non intende riprendere a fare il passo più lungo della gamba, anche perchè - lo ha detto più volte - è stanco di far vivere la sua famiglia con l'incubo di un fallimento. Un pericolo che in realtà mai c'è stato, ma che sarebbe diventato realtà se, un anno fa, non si fosse avviata la politica di risanamento.
DUNQUE, Corioni dirà a Calori di non pretendere la luna. Gli ripeterà quanto detto martedì sera a Cologne: «Abbiamo 3-4 giovani da inserire, 3-4 elementi li prendiamo. E cederemo solo il necessario per far quadrare i conti». La novità vera è che il presidente si sarebbe convinto a dare una prova di fiducia al suo allenatore: ha intenzione di aggiungere, all'anno scattato automaticamente dopo la salvezza, un opzione per l'obiettivo play-off, ma non è da escludere che Corioni presenti a Calori la proposta di un biennale. E questo significherebbe una prova di fiducia che sarebbe gradita al tecnico ma anche alla piazza. Dopo l'allungamento dell'accordo col direttore sportivo Andrea Iaconi fino al 2016, significherebbe l'inizio di un qualcosa che ha una parvenza di progetto.


