Brescia, Scienza: "Marchioro il mio maestro. Quanto a Reggina e Crotone..."
Fra i debuttanti in serie B c'è Beppe Scienza, 45 anni. Sulla panchina del Brescia era partito molto bene, adesso però le rondinelle sono in un momento negativo, vengono da 2 punti in 5 gare e sono meno convincenti anche sul piano del gioco. Sabato cercheranno il rilancio con la Reggina.
– Scienza, chi vincerà il campionato?
«Probabilmente Torino e Sampdoria, sarebbe strano se non fosse così, per quanto hanno investito sul mercato. I primi due posti spettano di diritto a loro, i granata già dimostrano di meritare la promozione, i blucerchiati arriveranno».
– Il suo Brescia è scivolato a 7 punti dalla seconda posizione e già a due dalla zona playoff.
«Siamo in linea con i programmi, stavamo andando fin troppo bene. Ora veniamo da tre passi falsi: 2-1 a Padova, dove a lungo avevamo dominato. Lunedì sera con il Pescara abbiamo sprecato 3-4 palle colossali, Zeman ci ha castigato alla prima occasione, poi eravamo andati in difficoltà per il valore degli avversari».
– In salute, come ha dimostrato il 4-1 all'Ascoli.
«Già, a Grosseto la sconfitta per 2-0 è stata autografata dal reggino Tano Caridi, assist e raddoppio, è uno dei giocatori più decisivi del campionato».
– Trentuno anni, molto esperto, a differenza del suo Brescia.
«In ogni gara ho 6-8 elementi under 23, a partire dal portiere Leali. Considero veterani il francese De Maio, dell'87, e Berardi, '88. I problemi sono iniziati con l'infortunio del difensore centrale Zoboli, fuori dalla quinta di campionato e atteso da operazione a un ginocchio. Era tra i perni della squadra, da quando si è fatto male sono aumentate le difficoltà difensive».
– A chi si ispira?
«A Pippo Marchioro, che portò la mia carriera all'apice, con la prima promozione della Reggiana in serie A e l'unica salvezza. Con un mio gol battemmo l'Inter, nel '94».
– Ventuno anni fa la sua unica stagione in riva allo Stretto.
«In B. Segnai 4 gol in 36 partite, purtroppo finì con la retrocessione. In panchina c'era Aldo Cerantola».
– Arrivava da 4 reti anche nel Catania, ma in 57 gare.
«Due buoni campionati nella C1 di allora, con Bruno Pace, Carmelo Russo e Angelo Benedicto Sormani come allenatori».
– Con il successo di sabato, la Reggina è quinta, a tre punti dalla promozione diretta.
«Ha confermato di essere un'ottima squadra, attrezzata per un anno di vertice. La società è sanissima, il presidente Lillo Foti è stimato da tutti, come uomo di calcio, da 10-15 anni ha fatto degli amaranto una forza del calcio italiano, con un decennio di serie A e un centro sportivo all'avanguardia».
– A fine giugno come erede di Atzori era uscito anche il suo nome.
«In quell'istante capii che non sarei stato io il tecnico della Reggina. Sono convinto che il presidente abbia stima di me come uomo e professionista, credo non fossero ancora mature le cose. Conosceva Roberto Breda e lì aveva già fatto buonissime cose».
– Dove arriverà?
«È una buona squadra nel complesso, con individualità importanti, in particolare Missiroli è tornato protagonista, in un bel collettivo. Ha chance di playoff, tranquillamente, mentre la promozione diretta è difficile».
– Il Crotone ha vinto la prima gara esterna, portandosi a +2 sulla zona playout.
«La rosa è giovane, da quattro campionati sta facendo discrete cose, con tanti ragazzi interessanti. Allo Scida fa bel calcio, è pericoloso, Menichini è molto preparato, sicuramente farà bene anche in questa stagione. In prima linea ha giovani, qualcuno ex Lega Pro: Ciano si sta affermando, è tornato Gabionetta, mentre Djuric già a Cesena si era rivelato. Galardo dà esperienza e geometrie».


