Brescia, Scienza: "Adesso bisogna vincere"
Beppe Scienza, come tutti, a Modena cercava una risposta. E l'ha avuta. Una conferma, più che una notizia: la squadra è con lui. Brescia compatto vivo e vegeto. «È una bella risposta sotto tutti i punti di vista - sottolinea l'allenatore -. Per fare risultato con il Sassuolo abbiamo corso meglio del solito, lottando come animali feriti. Chi aveva parlato di uno spogliatoio che cominciava a scricchiolare, è servito. Si rivedano le immagini dell'esultanza dopo la rete di Jonathas».
IL BRASILIANO che corre dritto verso il tecnico gridandogli «È per te, è per te!», mentre a gesti chiama tutti i compagni per un abbraccio collettivo: «Non voglio scene da libro Cuore - sorride Scienza -, ai ragazzi avevo detto di giocare per loro stessi e per la maglia, non per salvare la mia panchina. Ma fa piacere la spontaneità del gesto. Mi sono emozionato. Poi qualcuno dirà che è stato tutto studiato. Provate voi a preparare 5 minuti con Jonathas, se ci riuscite!».
La consapevolezza di aver ritrovato lo spirito di inizio di stagione non cancella la delusione per un successo sfumato a 8" dalla fine: «La rabbia c'è ancora. Mi scuso per la mia assenza nel post-gara: non è da me, mi sono sempre presentato in sala-stampa, rispetto il lavoro di tutti. Ma sabato non stavo bene, dopo il gol dell'1-1 del Sassuolo ho avuto un attacco di nervoso, ero nocivo per me e per gli altri. Nel finale c'è stato il mancato raddoppio di Scaglia, che aveva il pallone sul suo piede preferito. Il portiere ha parato, l'arbitro non ha visto un fallo di Jonathas e Marchi ha insaccato il pareggio. Al di là della rabbia, non abbiamo rimediato una sconfitta, ma un pareggio in 10 contro 11 sul campo della seconda in classifica. Una piccola impresa. Ne sono convinto e devo convincere anche i giocatori, che hanno dato tutto quello che potevano».
LA DIFFERENZA è sempre lì: gli altri mandano in campo Picklmann (gol e vittoria del Verona) oppure Marchi (gol e pareggio del Sassuolo); Scienza di punte vere ne ha due: «Per questo mi arrabbio se prendiamo cartellini gialli e rossi inutili. Budel ha commesso una sciocchezza per eccesso di voglia. Mi fa imbestialire l'ammonizione di Daprelà, che contro l'Albinoleffe mi costringerà a rivoluzionare un assetto difensivo dopo aver trovato una buona quadratura. Fabio aveva fatto una partita da svizzero testone, Mandorlini, sempre professionale, da terzino ha fatto benissimo. E Berardi da centrale ha disputato la sua migliore prova».
E sullo svizzero Scienza racconta un episodio accaduto a Modena: «A fine gara è stato l'unico ad avere il coraggio di bussare al mio spogliatoio: "Mister vedrà, ne usciremo tutti insieme". Ero furioso, mi sono commosso. Qui ci sono dei valori, umani e tecnici. Mi conforta aver ritrovato Martina Rini, dirompente nella ripresa con il Sassuolo. Certo, quando c'è Jonathas è un'altra cosa. Lo ringrazio per l'abbraccio che mi ha dedicato, ma ce l'ho ancora con lui per le 4 giornate di squalifica. Deve farne ancora 6 o 7, di gol, prima che l'arrabbiatura mi passi».
Sul futuro del Brescia Scienza ha le idee chiare. L'aveva detto prima del Sassuolo: «Torniamo a far gol e risultato». Pronostico azzeccato. La speranza è che il discorso valga anche nel lungo periodo: "Sono sicuro che questa squadra disputerà un campionato eccellente. Ora c'è da soffrire. L'importante è arrivare a Natale in una situazione di classifica simile a questa. Dobbiamo passare indenni questo periodo. Dunque la partita con l'Albinoleffe è la prova del nove. Dobbiamo vincere per ravvivare la nostra fiamma. Il fuocherello c'è, tenero tenero, ma brucia ancora».
Se il vento è davvero cambiato, l'incendio è solo questione di tempo.


