Brescia, Saba è già un re
Vitor Saba è diventato il braccio destro di Andrea Caracciolo. Contro il Lanciano il brasiliano ha estratto dal cilindro un pregevole lancio per l'Airone che, ammansito il pallone, ha battuto Leali per il definitivo 2-0. Sabato a Novara il cannoniere del tempo che fu, Caracciolo ha firmato una doppietta. Prima deviando di testa un corner di Saba, poi sfruttando (sempre in acrobazia) una punizione del compagno. Prodezze che, all'atto pratico, non sono servite a nulla, ma che hanno tenuto sulle spine i piemontesi, contribuendo, sul versante opposto, ad accrescere gli interrogativi dei sostenitori del Brescia. A Saba sono bastati due spezzoni per lasciare il proprio marchio di classe. Ha sfornato tre assist deliziosi per l'Airone che, in tal modo, ha rimpolpato il suo bottino, salendo a quota 5 tra i cannonieri.
GLI APPASSIONATI che sono andati in Piemonte o hanno seguito la gara in Tv si chiedono se non sia sprecato tenere Saba in panchina fino a metà ripresa. Lo stesso Corioni ha dichiarato che «è giovane, e ha capacità. Se non riusciamo a fare il salto di qualità, meglio puntare sui ragazzi». Alessandro Calori ha ricevuto il messaggio, rispondendo così: «Vitor ci potrà dare una mano. Lo prepariamo per acquisire maggiore confidenza col calcio italiano. Lui sta accelerando i tempi». Nei giorni scorsi l'altro Alessandro, Budel, regista di centrocampo, aveva detto: «Col Lanciano Saba ha dato la scossa, fornendo due-tre palle bellissime. È stato un inserimento di grande qualità. Deve ancora imparare i meccanismi difensivi, e progredire a livello tattico. Ma io lo vedo tutti i giorni in allenamento, come Bouy e Rossi, e vi assicuro che hanno ampi margini di miglioramento. Il campionato si deciderà anche in base a quanto ci possono dare». Brasiliano, cresciuto nel Vasco de Gama, Saba è passato al Flamengo. Primo titolo conquistato: la coppa internazionale del circuito di Aguas. I tecnici Rogerio Lourenzo e Armenio Moura lo hanno utilizzato sia da mediano che come ala. Nel 2010 è stato promosso tra i professionisti del club rossonero, debuttando nella trasferta di Brasilia, la capitale federale. Il nuovo allenatore Vanderlei Luxemburgo lo ha escluso dalla rosa. Così Saba è finito in prestito al Macaè, al Vitoria e al Boavista. Tornato alla base, ha compreso di non avere ancora spazio e ha accettato le offerte del Brescia.
«IN ITALIA mi ha spedito Leo Junior, amico di famiglia, che io chiamo zio - ha spiegato Saba-. Sono un centrocampista offensivo. Amo giocare alle spalle delle punte, e mandarle in gol. Un assist mi dà grandi soddisfazioni. A Brescia sto cercando di imparare in fretta. Bisogna essere più veloci, e non fermarsi troppo a pensare col pallone tra i piedi». Adesso la parola passa a Calori, che potrebbe inserire il talento brasiliano come seconda punta, al posto di Corvia.


