Brescia, Rossi non va al Bari: "Torno con le rondinelle"
"Ho rifiutato il Bari per tornare a Brescia. Sono felice». Parole d'amore per una scelta di vita. Fausto Rossi ha già girato a lungo, da giovane della Juventus senza fissa dimora. A Brescia si è trovato bene, decisamente meglio che al Vicenza: perché cambiare? La volontà di proseguire era reciproca, a fine stagione, tanto che una sua conferma era data per scontata. Eppure si è dovuto attendere un paio di mesi. Bisognava trovare il momento giusto: eccolo qui. Decisiva la giornata di ieri: Rossi che incontra il Bari, ad affare già fatto e benedetto dalla Juve, eppure dice di no; la trattativa con il Brescia, mai morta del tutto, che si ravviva; l'appuntamento fissato oggi per definire i dettagli dell'operazione. La Juve è pronta ad acconsentire alla richiesta del Brescia, che rivuole il fantasista classe '90 in prestito con diritto di riscatto. Il contratto di Rossi scade nel 2016: è interesse pure del club bianconero valorizzare al meglio uno dei talenti più brillanti prodotti dal suo vivaio negli ultimi anni (come i due tornei di Viareggio vinti consecutivamente confermano). A Brescia Rossi si è trovato a proprio agio e i 3 gol realizzati (doppietta al Grosseto e prodezza a Bergamo contro l'Albinoleffe), in 12 presenze fra gennaio e maggio, attestano un feeling sbocciato subito. «Sì, torno a Brescia - spiega Rossi - perché l'ho fortemente voluto. Spero di raggiungere i compagni già mercoledì, dopo aver risolto ogni questione martedì. Il mio ritorno era programmato due mesi fa. Magari è stato rallentato dall'affare-El Kaddouri: dovevo essere una contropartita, il discorso non si è chiuso e si sono fatte avanti altre società». In particolare, il Bari. «Ho preso tempo per aspettare il Brescia. I contatti li ho sempre tenuti con l'allenatore Calori, con la dirigenza, con il presidente.
Corioni mi ha chiamato e sono stato felice di dirgli di sì. Da metà luglio mi alleno con gli altri juventini in esubero, ma sto bene, sono pronto già per la trasferta di Crotone. Ho visto che il 18 l'ha preso Lasik, ma il numero di maglia non sarà un problema. L'importante è ripartire da Brescia». IL RITORNO di Rossi può preludere alla partenza a sorpresa di un altro centrocampista, Pablo De Blasis, che pure è appena arrivato. Ma il Brescia non intende aspettare all'infinito la documentazione per la cittadinanza italiana che la Federcalcio argentina tarda a spedire. Un elemento di esperienza è necessario in difesa. Andrea Esposito (Lecce, classe '86) piace e può essere preso, ma in cima alla lista dei desideri rimane Massimo Volta (Sampdoria). Il classico affare last-minute. Se non spunterà una serie A, il 25enne desenzanese (che in blucerchiato rischia di trovare poco spazio) potrà accasarsi nella squadra della sua città. Piace sempre lo sloveno Valter Birsa, trequartista in uscita dal Genoa. La seconda punta ideale sarebbe Mirko Antenucci (in partenza dal Catania, ha molte offerte). Tutt'altro che risolto il rebus legato al contratto di Andrea Caracciolo. L'Airone è pronto a firmare un quadriennale da 350 mila euro a stagione (con i premi, in caso di promozione, si può tornare sulla cifra attuale di 650 mila). Ma l'accordo con il Brescia ancora non si trova. Se l'intesa matura in questi giorni, nessun problema e tutti contenti. In caso contrario, sulle tracce di Caracciolo ci sono Verona e Chievo. Per Omar El Kaddouri «nessuna novità»: a dirlo è il suo nuovo procuratore Mino Raiola. Le piste italiane (Parma, ma anche Milan e Genoa) resistono al di là della suggestione-Fulham.


