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Brescia, puntura alle vespe e primato

Brescia, puntura alle vespe e primato TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Federico Errante
domenica 11 settembre 2011, 16:59Brescia

Il complesso del viaggio si vince anche così, rischiando di sbandare a ogni curva, costretti ad arrancare dietro a un avversario che, per la prima metà del tragitto, viaggia a velocità folle e non vuole saperne di rallentare. Il Brescia per tutto il primo tempo è sull'orlo di un testacoda fatale, ma nel secondo ritrova la strada maestra. E quando la Juve Stabia va in riserva, piazza l'accelerata vincente e taglia il traguardo ancora da primo in classifica, evitando in extremis il non invidiabile primato di un anno senza colpacci. Il precedente risaliva al 19 settembre 2010, 1-0 al Chievo, lo stesso giorno del posticipo con il Torino. Un bel peso in meno da sopportare.

QUESTO BRESCIA ha una classifica rose e fiori, ma nel primo tempo al «Menti» trova un tappeto di spine. Scienza non abbandona il 4-3-1-2, anzi sceglie una squadra un po' meno baby rispetto alle precedenti partite, con l'età media in partenza (25,9 anni) alzata dal primo ultratrentenne impiegato dall'inizio del campionato (Arcari, classe 1978), oltre che da Zoboli e Dallamano, che alla trentina sono vicini.

La Juve Stabia sceglie la partenza sprint, vuole pungere subito e non per niente i gialloblù per tutti sono «le vespe». E i pungiglioni affilati da Piero Braglia rischiano di incidere a freddo nella carne viva di un Brescia che male si adatta al campo sintetico e agli oltre 35 gradi di un'estate senza fine al Nord, figurarsi al Sud. Dopo soli due minuti Arcari è arrugginito su una bordata mancina di Zito, la respinta è maldestra, ancor di più il tentativo di Danilevicius, che ciabatta a lato. Ma il copione è scritto. Giro dopo giro il Brescia è in chiara difficoltà sulle folate di un avversario che ha il dominio del centrocampo. Braglia piazza Mezavilla su Budel e Cazzola su Antonio, inaridendo così la fonte primaria e finale del gioco biancazzurro. Budel non può giocare palloni decenti e Antonio si deve spostare sulla linea laterale, fuori dal cuore del gioco, per sfuggire alla gabbia della Juve Stabia. La difesa è spesso soggetta a scossoni e qualcuno non si raccapezza. Dallamano (17') prima scivola su centro di Zito, poi sull'appoggio di Erpen interviene in spaccata. Sembra il più classico degli autogol, lo evita solo la prontezza di Arcari, la cui ruggine in pochi minuti è un ricordo.

Il «Menti» sospinge le vespe fuori dal nido con un tifo incessante, ma i 140 venuti da Brescia si fanno sentire e sostengano la squadra alle corde. E altro che corde al 31', quando De Bode di testa centra la traversa e sulla respinta Danilevicius si avvita inutilmente!

Non c'è pausa. Rimessa dal fondo, il Brescia perde il pallone a metà campo, Erpen sguinzaglia Mezavilla che in solitudine angola troppo il diagonale. Un paio di salvataggi di De Maio e Zoboli, una parata alla Garella di Arcari, che respinge di piede un'inzuccata di Danilevicius e un sospetto mancato rosso a Scognamiglio, che al 45' stende Jonathas lanciato verso Colombi fermando una chiara occasione da rete.

Finisce 0-0 ed è un miracolo per un Brescia che resta in piedi, «nonostante sembravamo Rocky contro Ivan Drago», come ammetterà a fine partita Zoboli. Ma Scienza non getta la spugna. Fuori El Kaddouri, entra Salamon e fa il regista, mentre Budel passa mezz'ala. La manovra del Brescia è ariosa quanto basta, soprattutto è la difesa a non correre più pericoli. Arcari resta inoperoso, anche perchè davanti a lui vigila un De Maio in formato gigante e davanti alla retroguardia Salamon ha la calamita nei piedi: i palloni sono tutti suoi.

E ALLORA ecco Juan Antonio che fa lo slalom (5') tra i difensori gialloblù e scarica fuori il mancino. Anche Budel ci prova (18') dopo uno scambio con Feczesin, De Bode devia la conclusione del regista in angolo che l'arbitro non concede. Braglia capisce che la musica è cambiata. Ne sostituisce 3 in 6 minuti (tra il 20' e il 26' fuori Maury, Dicuonzo, Mezavilla; dentro Cesar, Biraghi e Scozzarella). Scienza fa la contromossa al 32': richiama Antonio e punta su Scaglia. E proprio l'ex lumezzanese, al 36', verticalizza per Jonathas, De Bode gli concede mezzo metro, il brasiliano lo dribbla e centra basso, Colombi è fuoritempo, Feczesin no, il contrasto con Cesar gli va benone e la palla rotola nella rete. Un gollonzo per gli stabiesi, il terzo centro in 4 partite per l'ungherese che ha una fame di reti proporzionale alla velocità con cui il Brescia viaggia in vetta alla B.

Fonte Brescia Oggi

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