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Brescia, Possanzini: «Tornare? Non lo escluderei. Qui mi sento a casa»

Brescia, Possanzini: «Tornare? Non lo escluderei. Qui mi sento a casa» TuttoB.com
© foto di Federico Gaetano
autore
Davide Danesi
lunedì 5 dicembre 2011, 15:47Brescia

Non sono i 59 gol. Non sono le prodezze (gol inventato e rigore procurato nella finale che ha dato al Brescia l´ultima promozione in serie A, 13 giugno 2010: sembra passato un secolo). No: non è per questo che Davide Possanzini è sempre nei cuori della gente: «A Brescia e ai bresciani mi lega e mi legherà sempre un feeling particolare - conferma l´attaccante di Loreto, classe ´76, ospite sabato pomeriggio di «Punto Stadio» su Brescia Punto Tv -. È una questione che va al di là del campo, delle partite giocate e delle reti segnate in 6 anni biancazzurri».

Testimonianze, telefonate e sms nelle trasmissioni: i tifosi sembrano amare Possanzini oggi più di ieri. Un affetto simile a quello riservato a un mostro sacro come Baggio.

Ne vado fiero, perché è qualcosa che riguarda il piano umano. Ce ne sono stati e ce ne saranno tanti, di giocatori più forti di me qui. Ma questo rapporto me lo tengo stretto.

Qualcuno ha proposto di ritirare la maglia numero 18. In realtà poi bisognerebbe spiegarlo ad Antonio Filippini...

Antonio, quando tornò a Brescia l´anno scorso, richiese il 18: gli dissi che era mio e prese il 4. Qundi forse fra noi due l´avrei vinta io... Scherzi a parte, non sono i numeri a contare. L´importante è che qui a Brescia mi sento sempre a casa. Ho scelto di vivere qui, dove ho trovato la mia compagna e dove cresce il mio secondo figlio. La conferma di un legame speciale.

Perché il capitano della promozione non gioca più in un Brescia che ha tanti problemi anche in attacco? È vero che non vi siete lasciati bene, col presidente Corioni, ma se sono stati riarruolati Cordova e Martinez...

Mai dire mai, nella vita, ma in questo momento non penso a niente di tutto questo. Sono un calciatore libero, svincolato dal Lugano: aspetto offerte per gennaio perché non voglio smettere di giocare, ma mi godo volentieri il primo periodo di allenamenti in libertà da quando sono calciatore. Mi rilasso, trascorro le feste natalizie con la famiglia, in santa pace, dopodiché si vedrà. Fisicamente sto bene e sono pronto a tutto.

Ha visto tutte le partite del Brescia, compresa quella di Varese negli studi di Brescia Punto Tv: cosa manca alla squadra di Scienza per tornare alla vittoria?

Un po´ di fortuna. Le prestazioni della squadra di Scienza sono sempre state buone. Ci sono stati cali, qualche caduta, ma succede così in ogni campionato. Il momento è difficile, ma ogni anno prima di Natale il Brescia ha vissuto gare-crocevia: ricordo, in particolare, la vittoria firmata da Flachi contro il Modena due stagioni fa. Mi auguro che il discorso valga anche per il prossimo incontro a Mompiano con il Bari.

Ma Possanzini poteva dare qualcosa di più a questa squadra?

Sappiamo tutti com´è finita in estate. Il mio contratto non è stato prolungato e sono andato a Lugano. Volevo provare un´esperienza nuova.

Un´avventura durata poco. Si è pentito di essere emigrato?

Una scelta affrettata. Tornassi indietro, non andrei in Svizzera. Mi è bastato poco tempo per capire che c´erano problemi, anche logistici: fare avanti e indietro da Concesio, dove risiedo, non era il massimo. Ora sono pronto a rituffarmi nel calcio italiano.

Possanzini nel mirino di Feralpi Salò e Lumezzane?

Nel Bresciano mi conoscono tutti, qualche chiacchiera di qua e là c´è stata, ma trattative e contatti veri per il momento no. Vediamo.

A Brescia la lega anche l´impegno per l´Associazione Bambino Emopatico.

Merito di Marco Zambelli, che mi ha fatto conoscere questa realtà. Grazie all´Abe ho capito tante cose. Darò sempre il mio contributo. Bisogna sostenere le cure e la ricerca.

Zambelli ha preso il suo posto come capitano del Brescia: fascia in buone mani?

Non poteva capitare in mani migliori. Marco ci teneva più di tutti. Spero che apra un ciclo importante con la maglia che ama tanto.

Fonte Bresciaoggi

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