Brescia, per lo stadio scende in "campo" anche la società
Nella partita del Parco dello sport entra in gioco anche il Brescia Calcio. Nonostante il progetto sia ancora «in fase embrionale», il lavoro di Loggia e privati prosegue a passo spedito e si apre al confronto. Tanto con i gruppi di opposizione in Consiglio comunale quanto con la società cui fanno capo le rondinelle. Una scelta, questa, che guarda ad un percorso di condivisione e di confronto aperto sul tema.
Almeno due i vertici nelle stanze di Palazzo Loggia che hanno lasciato il segno: il faccia a faccia tra il sindaco Paroli e la famiglia Corioni e l’avvio di un primo dialogo con i democratici. Del resto, dopo il botta e risposta degli ultimi mesi tra Amministrazione comunale e Brescia calcio sull'affaire nuovo stadio al Parco dello sport, i tempi per sedersi attorno ad un tavolo, insieme, e per valutare le diverse opportunità erano maturi. E sebbene non si sia ancora giunti ad una decisione ben definita, sul piatto del confronto avanza una proposta che potrebbe fare viaggiare sullo stesso binario obiettivi di Comune e società.
Al centro della «trattativa» ci sarebbe l'ipotesi di affidare al Brescia Calcio la gestione (o la proprietà) di parte del cosiddetto «Brescianello», ovvero del complesso - una palestra, un ristorante, e a pochi metri di distanza delle residenze - pensato al servizio dei ritiri delle diverse squadre sportive. A scorrere parallelo è poi l'altro film: quello che ha visto consiglieri di maggioranza e di opposizione difendere o bocciare lo studio di fattibilità per la possibile collocazione del Parco dello sport all'interno dell'attuale area cave.


