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Brescia, ora tutto vacilla

Brescia, ora tutto vacilla TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Federico Errante
mercoledì 2 novembre 2011, 13:15Brescia

Sconfitte del genere buttano a terra. E non solo perchè, ormai, per il Brescia sono come le ciliegie: una tira l'altra.

Ma a Verona cosa può fare di più il Brescia se non attaccare, costringere il portiere avversario a tre interventi decisivi, limitare i rischi al minimo come è accaduto? Può segnare, evento che si perde ormai nella notte di Padova del 9 ottobre (Jonathas), 413 minuti fa. Se si blocca Feczesin? Se non c'è Jonathas? Può evitare di farsi sorprendere in superiorità numerica, 5 contro 2, in occasione del gol di Pichlmann, che ai biancazzurri aveva già segnato due volte con il Grosseto nell'anno dell'ultima promozione. Ma un errore si può concedere a una squadra più giovane nell'11 di partenza di 43 anni. Si sa dall'inizio che il progetto dettato dall'austerità avrebbe portato a momenti del genere. Il problema è che ogni sbaglio diventa fatale. E la china presa è pericolosa.

MA COSA PUÒ fare di più Scienza con una rosa già risicata in partenza e sempre più falcidiata dagli infortuni (ieri Dallamano, sostituito da Mandorlini, che finora aveva giocato solo in amichevole e pochi minuti in Coppa Italia)? Prova a cambiare, l'allenatore piemontese, rivoluzionando il centrocampo, l'unico reparto che consente ancora un minimo di rotazione: dentro Paghera e fuori Salamon, Gigi Scaglia titolare, El Kaddouri di nuovo in mediana al posto di Vass.

La squadra è sterile. Ma le alternative in attacco? In organico ci sono punte solo in teoria, ma che Scienza utilizza solo per disperazione (Maccan, Ramos Martinez) e per questo preferisce modificare il modulo, dal 4-3-1-2 all'albero di Natale? Chi può scegliere d'altro, cosa può inventare ancora?

Sono domande cui Gino Corioni risponde nella maniera (finalmente) migliore, confermando la fiducia all'allenatore (dopo 5 sconfitte di fila era lecito dubitare, visti i precedenti), dando continuità al progetto iniziato in estate (anche perchè ne ha tutto l'interesse e non si può fare altrimenti) e rincuorando i ragazzi prima, durante e soprattutto dopo la partita. Il presidente si vuole rendere conto di persona della situazione, lui che in questa stagione ha visto la sua squadra dal vivo solo il 14 agosto in Coppa Italia contro L'Aquila: «Ci tenevo a essere vicino ai ragazzi».

Non basta. Al «Bentegodi» il Brescia si arrende al 43' del secondo tempo a una prodezza di Pichlmann, entrato solo 5 minuti prima. Un mancino a giro, simile in tutto e per tutto a un sinistro di Gigi Scaglia al 40' del primo tempo. Solo che la conclusione del biancazzurro sfiora l'incrocio, quella dell'austriaco a quello stesso incrocio toglie le ragnatele e la polvere. Un solo colpo, bello, ma basta a stendere il Brescia.

E FANNO cinque sconfitte consecutive. Una «manita» nera di rabbia, non di sporco perchè la coscienza di questa squadra e di questo allenatore sono al di sopra di ogni sospetto. Però bisognerà pur fare qualcosa per invertire la tendenza, quantomeno per frenare la caduta. Adesso l'asticella non serve più. Qui si tratta di allontanarsi dal pantano della zona play-out, che ora è soltanto a 3 punti. Bisogna, innanzitutto, tenere su il morale, rinvigorire le motivazioni e l'autostima di un gruppo che ha una responsabilità enorme: garantire la sopravvivenza della società, rimediare ai guasti di anni di gestioni scriteriate.

Ma chi resiste a mazzate del genere? Per la prima volta, i tifosi della Curva Nord Brescia a fine gara sono ammutoliti. Troppo forte la botta anche per loro, che comprendono meglio di chiunque altro la situazione e al «Bentegodi» sono in 700, un sostegno che nemmeno club di serie A si sognano in trasferta.

SCIENZA in sala stampa cerca di spiegare l'inspiegabile: un portiere avversario, Rafael, migliore in campo (parate su El Kaddouri al 2' e su Scaglia l 39' del primo tempo; prodezza su un colpo di testa di Feczesin al 25' della ripresa); un bel poker di occasioni, la più clamorosa delle quali è un aggancio sbagliato di Feczesin dopo 9 minuti su assist di El Kaddouri.

E ancora: rischi che si limitano a una stangata di Gomez al 30' rintuzzata da Leali e a un colpo di testa a porta sguarnita di Ferrari al 28' del secondo tempo con il pallone fuori.

Poi la magia di Pichlmann. Un colpo solo ma sufficiente ad abbattere il Brescia. E intorno sembra vacillare tutto.

Fonte Brescia Oggi

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