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Brescia, ora serve uno scatto

Brescia, ora serve uno scatto TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Federico Errante
mercoledì 21 marzo 2012, 17:15Brescia

Niente specchi nel calcio, dove chi si ferma a guardarsi è perduto, non ha futuro. Lo sport è proiezione, prospettiva, evoluzione: ogni traguardo, una volta raggiunto, è già vecchio. È l’essenza stessa del gioco che lo dice, la regola non scritta numero uno, senza la quale non ha senso esserci, partecipare. Al di là delle dichiarazioni di facciata, il Brescia e Calori hanno perfettamente in testa la mappa da seguire, così come conoscono bene il tesoro: la serie A. L’aria scocciata del tecnico toscano nella sala stampa di Pescara ne è la dimostrazione. Oggi non ha più senso ricordare dove la squadra si trovava tre mesi fa. O, meglio, non ha senso temere che la stagione possa essere considerata fallimentare nel caso in cui non si dovesse centrare la qualificazione agli spareggi. Niente di tutto questo: l’annata del Brescia, proprio per come stavano le cose a dicembre, è positiva già adesso, e su questo non c’è nulla da eccepire. Potremmo dire che il risultato minimo è già stato raggiunto, se non fosse che il concetto di «risultato minimo» è di per sé negativo, perdente, antisportivo. La verità è che per trasformarla da positiva a straordinaria (che significa andare ai play off, poi è una roulette) c’è bisogno di uno scatto, un’accelerata. Ora, qui. In sostanza è fondamentale continuare a tenere premuto l’acceleratore, migliorando dove c’è da migliorare, evitando di farsi incastrare dal diabolico complesso del «cosa vuoi di più dalla vita» che è poi il più spietato serial killer dei sogni dell’umanità, e non solo nel calcio. Lassù gli altri non aspettano, la classifica è chiarissima: ci sono 4 squadre (Torino, Pescara, Verona e Sassuolo) che si fanno la guerra per i primi due posti, e poi altre 5 (Padova, Varese, Reggina, Brescia e Samp) per gli ultimi due posti in piedi ai play off. Beh, se il Brescia vuole continuare a sognare deve correre di più, altrimenti tanto vale starsene a casa. L’obiettivo primario è migliorare in casa, dove nelle ultime quattro gare si è corso poco: a parte la vittoria (onestamente fortunosa, vedi autogol) col Toro, due pari insoddisfacenti (Modena e Juve Stabia) e un ko col Padova: andatura oltremodo lenta, se ci si vuole provare. La sensazione è che al Rigamonti, dove gli avversari si presentano ovviamente più chiusi, possa essere più congeniale il modulo a due punte, che Calori ha sperimentato contro il Padova. Sistema che dovrebbe essere riproposto sabato contro il battagliero Grosseto, anche se c’è l’incognita Jonathas, che ha saltato la gara di Pescara per via della solita emicrania. Visti i precedenti non è detto che ce la faccia. L’altra scatto va fatto a centrocampo, dove continua a farsi sentirsi l’assenza di Budel. Lì in mezzo molto dipende da Salamon, che all’Adriatico è stato fra i migliori, mostrando una personalità e una verve che sembravano sparite da un po’. Se continua così, allora si può ballare fino alla fine della festa.

 

Fonte Carlos Passerini - Corriere della Sera

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