Brescia, non si placa la contestazione dei tifosi
Continua la protesta dei tifosi della Curva Nord del Brescia, da tempo in aperta contestazione nei confronti della società. La contestazione, che ha portato i tifosi a non presenziare sugli spalti in occasione di Brescia-Latina, e ad uno sciopero del tifo nella trasferta di Palermo non accenna ad arrestarsi, come recita il duro comunicato emesso dal gruppo organizzato bresciano. Al centro delle rimostranze Gigi Maifredi e il ds Andrea Iaconi, reo di aver posto alla guida della squadra il fratello Ivo.
"Non ci riconosciamo più in questa società, Brescia non merita di essere rappresentata da un Maifredi pagato per portare la propria faccia davanti a giornali e televisioni a difendere l’indifendibile, Brescia non merita un direttore sportivo come Andrea Iaconi resosi protagonista di bugie, errori madornali e atteggiamenti tipici di un uomo senza onore, che fugge dalle proprie responsabilità nascondendosi nell’ombra, quando dovrebbe trovare il coraggio di ammettere tutti i propri fallimenti. Brescia non merita più neppure questa famiglia di incapaci, di personaggi capaci solo di coprire di ridicolo una città, disonorando e mancando di rispetto a tutti i tifosi col solo scopo di arricchirsi, lucrando sulla passione genuina di un popolo che chiede solo dignità ed un progetto serio. In tutto questo resta una sola ed unica certezza, la nostra maglia. Perché quella ci appartiene, quella è il nostro simbolo e va onorata sempre".
La contestazione riguarda anche i calciatori, alcuni dei quali - recita il comunicato - "si sono resi protagonisti di comportamenti davvero inaccettabili, chi rimediando squalifiche lunghissime nonostante l'esperienza, chi presentandosi in campo in condizioni di sovrappeso e chi, pur avendone tutti i titoli, non riesce ad ergersi a leader vero dello spogliatoio, riuscendo a trascinare i compagni verso quella compattezza di gruppo ed unità di intenti che dovrebbe renderli protagonisti in campo di battaglie all’ultimo sangue, invece che di prestazioni da signorine impaurite e svogliate. Cosa faremo in futuro? Ci riserviamo di decidere in base anche a ciò che i nostri calciatori ci faranno vedere".


