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Brescia, non c'è nulla nella tredicesima. Paga il capoufficio

Brescia, non c'è nulla nella tredicesima. Paga il capoufficio TuttoB.com
© foto di Francesco De Cicco/TuttoLegaPro.com
autore
Davide Danesi
lunedì 12 dicembre 2011, 13:54Brescia

Non c'è nulla nemmeno nella tredicesima. Una busta vuota che rovina la Santa Lucia del Brescia, ma anche il Natale è a forte rischio. La famiglia biancoazzurra sperava di trovare nuove risorse per chiudere l'anno godendosi qualche ora di serenità, dopo aver a lungo tirato la cinghia. E invece sotto l'albero, venerdì a Livorno, si presenterà un nuovo Babbo Natale. Non resta che credere esista davvero l'uomo con la barba bianca, quello in grado di risolvere con un paio di regalini anche le situazioni più tristi. Già, ma cosa c'è di più triste di una squadra che perde la terza partita consecutiva in casa (Ascoli, Albinoleffe e Bari, tutti scontri diretti), che per la quarta volta (Pescara, Reggina, Albinoleffe e ieri) prende tre gol a domicilio e che si ritrova a due soli punti dalla retrocessione diretta? Cosa c'è di più triste di un gruppo che si sfalda sempre al primo episodio negativo, che prende botte e non sa restituirle, che illude e disillude, che gioca da squadra solo per 20-30 minuti alla volta e scompare senz'anima quando c'è da decidere chi deve prendere il malloppo del match? Il commento da bar è: a questi giocatori non importa nulla. Non è così. Il nostro commento è: molti di questi giocatori sono mediocri, hanno mentalità e tecnica da Lega Pro e di questo passo non possono far altro che trascinare in quel campionato anche la squadra. Dal primo ottobre ad oggi in tredici partite il Brescia ha collezionato cinque pareggi. A questo punto non resta che il cambio in panchina. Extrema ratio. Il match. Scienza comincia davvero (non era una boutade di metà settimana) con la tattica suicida di Vass trequartista; anche dall'altra parte c'è un centrocampista (Bellomo) dietro le punte, ma il pugliese ha caratteristiche tali da fargli sostenere il compito e che gli consentono di segnare il primo gol in B, dopo i 6 dell'anno scorso al Barletta in LegaPro. Il Brescia fino al 47' del primo tempo è tutto in un tiro da fuori di Jonathas respinto da Lamanna e in una punizione che il brasiliano mette di poco a lato. Molto meglio il Bari. Che ben conosce la tattica con la quale in tanti hanno fatto saltare il banco di Mompiano. Il primo contropiede (Marotta per Caputo) non va a segno, il secondo (Marotta per Bellomo) invece sì. Rondinelle in imbarazzo a sinistra dove Mandorlini ha spazio, ma non sa arrivare sul fondo. Il Bari arriva sempre primo sul pallone. Anche al 47', quando Borghese si aiuta con un braccio nel tentativo di frenare Jonathas in piena area. Rosso per l'ex Gubbio, rigorissimo. Ed è 1-1.

Sempre e soltanto Jonathas. Il Brescia ora come ora è tutto in questo gigante, a segno per la quarta partita consecutiva (e il quinto gol è stato di Antonio su assist del carioca). L'uomo in più, partendo da un risultato di parità, dura come già a Varese per una ventina di minuti, senza che i biancoazzurri riescano a sfruttare la chance. All'alba della ripresa Arcari fa il paratone su Clayton Dos Santos, il destro al volo di Paghera è sventato da Lamanna. Scienza rischia e dopo la carta Vass passa alla difesa a 3. Con il Bari nel frattempo rifugiatosi nel 4-4-1 ci sta. Scaglia innesca Feczesin: bel controllo, tiro a fil di palo. Paghera (perchè non toglierlo prima?) non tiene a freno l'istinto e si becca il secondo giallo per un fallo a metà campo. Si resta a 3. Sulle facce di Zambelli e compagni torna il terrore. Sfilacciato, in campo senza un briciolo di personalità, il Brescia va sotto nuovamente. Stoian salta Martinez con facilità ed è 1-2. Prima di crollare, le rondinelle hanno ancora tre opportunità: Feczesin, Salamon e soprattutto Scaglia, messo in condizioni ottimali da Antonio, non le sfruttano. Il 20enne rumeno Stoian, scuola Roma, si permette d'irridire per la seconda volta il passato illustre di Martinez. Come Mannini con Zebina l'anno scorso a Genova. Nel dopo partita c'è aria di capolinea. Nessuna contestazione feroce, nessun confronto squadra-tecnico-ultras, com'era avvenuto dopo l'Albinoleffe. Anche se non manca il giallo di giornata. Un gestaccio di Zambelli ad alcuni tifosi della gradinata, dopo una provocazione. La bacheca di Facebook del capitano biancoazzurro ieri era bersagliata d'insulti. Non se ne sentiva la mancanza.

Fonte Giornale di Brescia

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