BRESCIA: MOLTO RUMORE PER NULLA
Si è chiusa la sessione invernale del calciomercato ed il colpo finale per l'attacco del Brescia purtroppo non è arrivato.
Il reparto offensivo delle rondinelle resta quindi limitato ai soli Caracciolo, Possanzini, Kozak e Taddei: i primi due titolari inamovibili, il terzo ha palesato limiti di inesperienza, il quarto notoriamente falcidiato da continui infortuni che lo rendono scarsamente affidabile e ne minano il rendimento.
La delusione è palpabile tra i tifosi della Leonessa, che credevano davvero quest'anno di vedere allestita una formazione completa in tutto e per tutto, che potesse realmente puntare alla promozione diretta in serie A. E invece, di nuovo, i bresciani vedono svanire le loro speranze e si sentono forse un po' presi in giro.
I supporters biancoblù si erano illusi in questi giorni di vedere un nuovo attaccante arrivare alla corte di Iachini, se non addirittura due: si erano susseguiti i nomi di Makinwa, Di Michele, Iunco, Cacia, Cipriani, Caputo, Bjelanovic, Tavano, Reginaldo. Si pensava che potesse essere acquistata una prima punta, che avrebbe sostituito Kozak come alternativa a Caracciolo, e una seconda punta che avrebbe dovuto ovviare alla perdita di Flachi. Ci si sbizzarriva nell'ipotizzare le nuove coppie-gol.
Purtroppo, la sirena finale delle contrattazioni ha riservato la sorpresa più amara: nessun attaccante, avanti così. Sperando che a Caracciolo e a Possanzini non venga nemmeno un raffreddore. La dirigenza bresciana si difende dicendo che il migliore acquisto fatto è stato resistere alle offerte per Caracciolo. Nei blog, la tifoseria stizzita risponde che la cessione dell'Airone non era nemmeno da prendere in considerazione. Quello sarebbe stato, per gli appassionati della Leonessa, il colmo.
Andiamo con ordine: prima dell'inizio del mercato di riparazione si era chiaramente detto che il Brescia doveva rinforzare il centrocampo, acquistare un attaccante e un portiere di riserva e pensare forse a un difensore centrale e a un esterno offensivo.
La partenza è stata fulminante: il Brescia, grazie anche all'aiuto del brescianissimo patron del Parma Tommaso Ghirardi, si è assicurato subito Budel e Cordova, innesti coi quali il centrocampo poteva dirsi sistemato. Nella stessa trattativa, che porterà Rispoli in gialloblù a giugno, è rientrato anche Manzoni, giovane utilizzabile anche come esterno offensivo, ruolo nel quale si era cercato Franceschini della Samp.
Sistemato il reparto mediano, c'era da rinforzare l'attacco, come richiesto dall'allenatore. Attacco che nel frattempo aveva perso Flachi. Quindi, i giocatori da inserire avrebbero potuto essere 2: Makinwa non convinceva, Iunco non era raggiungibile, Cacia non veniva liberato dal Lecce, che ci soffiava Di Michele, Cipriani non si liberava dalla Spal, Bjelanovic non veniva scambiato con Kozak, Caputo restava a Salerno e Tavano e Reginaldo restavano solo dei sogni. Risultato: in un mese la dirigenza di via Bazoli non è riuscita ad assicurarsi un attaccante, rincalzo o potenziale titolare che fosse.
Nel frattempo venivano acquistati Saumel, scambiato con Barusso, e tale Hetemaj, classico colpo sconosciuto della dirigenza bresciana. Nessuna notizia del secondo portiere, del difensore centrale si è parlato solo nel momento di una possibile cessione di Mareco.
Tirando le somme, servivano 2 centrocampisti, 2 attaccanti, un secondo portiere, un esterno e un centrale. Sono arrivati 4 centrocampisti e un esterno. Ma il boccone più amaro da digerire doveva ancora arrivare.
Il retroscena del mancato arrivo al fotofinish di Luigi Della Rocca, attaccante della Triestina, sa davvero di beffa: non c'è stato il tempo materiale di concludere l'affare perché, poco prima della sirena, non si era ancora trovata una sistemazione per il fratello minore della punta alabardata, Francesco Della Rocca, centrocampista che ha collezionato pochi minuti in maglia biancoblù e che veniva dato in partenza dal primo giorno di mercato. La mancata cessione del Della Rocca minore e il tesseramento nel pomeriggio del finlandese Hetemaj, che speriamo smentisca lo scetticismo attuale, hanno creato una sorta di tappo: in rosa c'erano troppi giocatori e non era possibile tesserare altri atleti. Per questa disattenzione quasi dilettantistica il Brescia non ha potuto concretizzare il suo obiettivo di mercato.Come se ciò non bastasse, si è scoperto che Manzoni avrà bisogno di quasi 2 mesi per superare i suoi problemi fisici.
Tracciando un bilancio conclusivo, il Brescia dovrà accontentarsi di due attaccanti di riserva di dubbio affidamento, di un secondo portiere dal futuro assicurato ma con zero presenze in serie B, di un reparto difensivo che in assenza di un titolare scricchiola, di uno sconosciuto finlandese e di un esterno offensivo già rotto. Certo, il centrocampo è folto e Caracciolo è restato. Ma basterà per la serie A? I tifosi della Leonessa ci sperano, ma è giusto concedere qualche ragionevole dubbio.


