Brescia, le parole amare di Sagramola
Parole cariche di delusione quelle pronunciate da Rinaldo Sagramola a fine partita dopo la terza sconfitta casalinga consecutiva: “L’unica spiegazione che mi son dato è che la squadra è fortemente intimorita, e la paura si sa, fa novanta…”.
Squadra. “Ci siamo resi conto che questo gruppo non è stato costruito particolarmente bene: evidenzia innanzitutto una carenza di organico per disputare questo tipo di categoria. Ci sono anche tanti doppioni che rendono difficile anche l’operato dell’allenatore. E poi c’è da dire che ognuno di questi giocatori sta rendendo meno di quello che potrebbe fare”.
Paura e timore. “Purtroppo la paura e il timore sono elementi che si sono impadroniti della squadra e che non gli permettono di migliorare”.
Difetti. “Si reagisce troppo tardi, non c’è continuità, c’è ansia, paura… E il fatto che non arrivino poi i risutlati complica ulteriormente la situazione".
Motivazioni. “Per forza di cose le motivazioni per reagire questi giocatori ce le hanno. Quella economica ad esempio che riguarda i loro contratti che passerebbero al minimo in caso di retrocessione. E loro lo sanno benissimo... Qualcuno mi chiede se sono finiti come calciatori, se lo credessi saremmo già retrocessi...”.
Bastone più che carota. “ Io non credo che serva prenderli a ‘pedate’ nel sedere come tanti vorrebbero… Una volta toltasi la 'soddisfazione', cosa ci sarebbe di guadagnato? Bisogna solo continuare a lavorare tutti insieme per questo obiettivo comune”.
Domanda. “Se c’è qualcuno che non ci crede più? L’ho appena chiesto nello spogliatoio alla squadra, dicendogli che sarei venuto a riferirvelo. Ma la risposta è stata: assolutamente no. Altrimenti sapremmo già cosa fare: mandare a casa qualcuno e dare spazio ai giovani”.
Calori. “Non è certo un problema di allenatore: in questa situazione farebbe fatica anche Mourinho...“.


