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Brescia, la squadra più "alla moda"

Brescia, la squadra più "alla moda" TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Federico Errante
giovedì 13 ottobre 2011, 10:50Brescia

Il clima è mite a Bresciadue. Si sta bene solo con la giacca, i giubbini e i cappotti per parare i rigori dell'inverno sono solo sugli attaccapanni con il cartellino del prezzo. Ci sono parecchi bambini a caccia di autografi ed è bene sentirli dire «io tifo solo Brescia».

E si sprecano i gridolini delle ragazzine alla vista dei calciatori. Della serie «chiedi chi erano i Beatles». Tutto bello. Manca, però, il calore dei tifosi della curva. Eccome se manca: i cori e gli incoraggiamenti, gli applausi e, massì, le urla di disapprovazione.

I gruppi ultras sono assenti alla serata che diventa, di fatto, la presentazione ufficiale del Brescia, con tanto di divisa maglioncino a «V» grigio, maglietta, pantaloni scuri, scarpe sportive. La organizza Carnevali, il negozio di abbigliamento di via Cefalonia che allestisce un palco all'esterno in primis per una sfilata e poi, presentati da Enrico Zani e Simona Tironi, per presentare la squadra e lo staff che hanno riportato a Brescia un minimo di entusiasmo per il calcio, dopo la retrocessione.

INVITATE 500 PERSONE, ci sono varie autorità civili (il Prefetto) e militari, Comune e Provincia sono rappresentati. Lla serata è aperta pure ai tifosi. Sommando tutti, decina più decina meno, sono in 700: un buon numero per una serata senza dubbio piacevole.

C'è pure Gino Corioni, alla prima uscita pubblica dopo almeno due mesi. Ormai il pres non si vede più allo stadio, la sua ultima (e unica finor) apparizione al «Rigamonti» risale all'antivitgilia di Ferragosto, al 5-0 di Coppa Italia contro l'Aquila. Chissà se basterà il ritorno dell'ex Zeman a smuoverlo lunedì sera dallo schermo gigante della sua casa di Ospitaletto: «Io Zeman lo porto sempre nel cuore - assicura il presidente del Brescia -. Quando l'ho preso io, è venuto stancamente».

E i risultati si sono visti: un autentico disastro. Per fortuna il Brescia di oggi sta andando diversamente: «Questa squadra ha sorpreso tutti - le parole di Corioni - e in primis anche noi. Il merito è di Scienza che la fa giocare in un certo modo, ma i calciatori della rosa sono di valore e, questo è il segreto, giocano e si allenano divertendosi». E poi un inno alla concretezza: «Dobbiamo tirare di più in porta, imparare a concretizzare di più. Questa squadra deve fare i punti». E scandisce: «I punti».

SUL PALCO il presidente è più loquace: «Una bella serata dopo un periodo così - premette il presidente -. In vent'anni ne ho viste di ogni genere, ho vissuto gioie e dolori. Pensate: dopo la retrocessione del 2005, dissi che dovevamo risalire subito in A e ci abbiamo impiegato 5 anni. Lo scorso anno, dopo la promozione, ci eravamo prefissati di non retrocedere più, anche a costo di spendere. E invece siamo retrocessi e siamo rimasti in bolletta».

Dice proprio così, Corioni: il Brescia è in bolletta. E i tifosi temono che dopo Natale... «È risaputo, qui tutti sono in vendita. Spero di non essere costretto a privarmi di qualcuno di questi giocatori a gennaio. Spero proprio di no. Certo, sarebbe più facile se non fossi da solo. Io sono troppo giovane per presiedere questa società, con un gruppo si poteva fare di più e meglio».

Ma il Brescia dell'austerità sta andando bene: «E per fortuna che in questi anni abbiamo curato bene il settore giovanile - sospira Corioni -. È la nostra salvezza».

SOTTO SOTTO il presidente spera in un colpo grossissimo: «Io sono innamorato del modo in cui un nostro ex giocatore, che è amico di tutti noi, fa giocare il Barcellona. In Italia non c'è nessuno che cerca di avvicinarsi al gioco di Guardiola. Non c'è nessuno, nemmeno in A, che gioca come il Brescia. Una meraviglia». Una squadra alla moda».

Il finale del discorso dal palco è sugli obiettivi: «Il nostro progetto è la salvezza - dice Corioni -, ma questi ragazzi ci potrebbero stupire». Sotto sotto, ma nemmeno tanto, il presidente sogna il colpaccio.

Fonte Brescia Oggi

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