Brescia, la lotta è aperta
Il Brescia raggiunge i 50 punti, la quota che chiude la salvezza in cassaforte, ma per festeggiare non resta che l'amaro. Allo scoccar del 90', lunedì sera contro la Reggina, i biancazzurri erano sesti a pari merito con il Varese, in piena zona play-off, e di nuovo davanti alla Sampdoria. La rete di Bonazzoli ricaccia il Brescia a 2 punti dagli spareggi-promozione. Non c'è tempo per piangere e sospirare. Venerdì arriva il Verona, la madre di tutte le partite per i tifosi della Leonessa, da vincere a tutti i costi. Per l'onore, per l'orgoglio, per la maglia.
CONTRO IL VERONA bisogna vincere anche per motivi più pratici. A 9 giornate dalla conclusione tutto è ancora possibile, tanto più che il quinto posto è a 3 lunghezze (4, se si considera la doppia sconfitta negli scontri diretti con il Padova). Ma il Brescia, per avere chances di potersi giocare le sue possibilità fino al 9 giugno, giorno della finale di ritorno dei play-off, deve tornare quello che è stato fino alla trasferta di Gubbio (5 marzo): impenetrabile in difesa, micidiale all'attacco.
Nelle ultime due trasferte non lo è stato affatto. Sia a Pescara che a Reggio Calabria si è fatto raggiungere dopo essere andato in vantaggio e al «Granillo» c'è l'aggravante della superiorità numerica dal 37' del primo tempo per l'espulsione di Emerson.
La difesa, capace di restare imbattuta per 10 gare di fila, da 4 partite prende gol: 2 con il Padova, uno contro Pescara, Grosseto e Reggina. E l'attacco, limitandoci alle ultime due gare esterne, ha una quantità infinita di occasioni ma ne capitalizza solo l'indispensabile per garantirsi un pareggio.
LA CAMPAGNA di mercato di gennaio ha aumentato il numero di alternative in attacco per Calori, ma finora l'unico davvero affidabile sottoporta è Jonathas. A Pescara non c'era per colpa dell'emicrania e si è visto. Contro la Reggina ha colpito alla prima palla giocabile, poi però mai ha avuto la possibilità di concludere da posizione favorevole. Nel finale s'è inventato un siluro dalla distanza, che ha chiamato il portiere amaranto Belardi a un volo plastico.
A Pescara come a Reggio le occasioni sono capitate sui piedi di El Kaddouri, di Piovaccari e lunedì sera anche di Rossi, così felice nella mira con il Grosseto (doppietta) tanto sprecone al «Granillo». Si tratta senza dubbio di 4 punti gettati al vento, ma è inutile iniziare discorsi sui «se» e sui «ma». Due gare esterne che si potevano e, soprattutto a Reggio Calabria, si dovevano vincere, si sono tramutate in due pareggi poco digeribili.
Il motivo maggiore di rammarico sta nelle troppe occasioni sciupate, nel ritorno a quella mancanza di freddezza che aveva condraddistinto il Brescia pre-Calori.
I biancazzurri ora affrontano un Verona lanciatissimo, secondo in classifica a pari merito con il Sassuolo, ritemprato da 3 giorni di riposo in più (i gialloblù hanno giocato venerdì sera con il Cittadella), mentre l'allenatore biancazzurro dovrà sostituire l'unico non sostituibile, Zambelli, che ammonito al «Granillo», è stato squalificato per una giornata. I candidati a prendere il posto del capitano sono Martina Rini e in Mandorlini.
MA SI CERCANO anche alternative a Jonathas nel tabellino dei marcatori. Il brasliano deve continuare con questa media realizzativa di 0,56 partita (25 presenze, 14 reti). Sono gli altri che si devono svegliare e diventare implacabili: El Kaddouri, che comunque ha già segnato 7 volte; Rossi, che dopo la doppietta al Grosseto lunedì sera si è impappinato per due volte a pochi passi dalla porta della Reggina; Piovaccari, tornato part-time dopo le due esperienze da titolare contro Pescara e Grosseto, lunedì ha avuto un'occasione clamorosa nel finale, ma ha trovato un grande Belardi sulla sua strada.
Adesso si aspetta il ritorno del Brescia invernale, abbottonato, che non subiva gol e ne faceva quasi sempre due. Va bene che è dura ripetersi, però che un sogno così non ritorni mai più sarebbe il colmo.


