Menu Primo pianoCalciomercatoIntervisteEsclusive TBCalendari
Eventi LiveMobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie B arezzoascoliavellinobeneventocarraresecatanzarocesenacremoneseempolihellas veronajuve stabiamantovamodenapadovapalermopisasampdoriasudtirolvicenzavirtus entella
TMW Scommesse

Brescia, l'opzione Sagramola potrebbe riprendere

Brescia, l'opzione Sagramola potrebbe riprendere TuttoB.com
© foto di Jacopo Duranti/Tuttolegapro.com
autore
Riccardo Chiorzi
giovedì 11 dicembre 2014, 13:20Brescia

Tutto finito? Forse. Non è ancora detto.

Dopo la fumata bianca di venerdì e la fumata grigia di martedì, ieri c'è stata la fumata nera. I contatti fra le parti della trattativa maestra per il cambio di proprietà si sono interrotti all'ora di pranzo. Indigesto per Rinaldo Sagramola, sorpreso da «una secchiata d'acqua gelida. Perché Ubi Banca mi ha comunicato che la trattativa è conclusa e io, sinceramente, non me l'aspettavo proprio».

Fumata nera, situazione difficile, delicatissima, ma forse non è ancora detta l'ultima parola. Anche oggi ci sarà un tentativo per rimettere insieme le parti di questa vicenda. Prove tecniche di riavvicinamento dopo il brusco allontanamento di ieri. Ampie diplomazie che partono da Brescia e arrivano a bussare agli uffici di Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza della banca Intesa Sanpaolo e della finanziaria Mittel, da sempre tifoso del Brescia. Manovre che potrebbero mantenere viva la trattativa definitiva «seria, concreta e affidabile», del resto, dalla stessa Ubi Banca, prima dell'interruzione di ieri. Il tentativo è quello di rimettere in moto una macchina che si è fermata bruscamente. Il punto di riferimento per una ripresa del dialogo è Victor Massiah, consigliere delegato di Ubi Banca. E dall'esito di questo dialogo (se riprenderà) dipende buona parte del destino del Brescia. 

PROFIDA E SAGRAMOLA, che portavano in dote un accordo con Infront, sono rimasti colpiti dal modo in cui si sono visti prima dire di no (e dopo l'incontro di venerdì erano convinti di essere a un passo dal sì), poi dal fatto che l'istituto di credito abbia invece voluto dare corda, sempre ieri, a un imprenditore reduce da ripetuti affari sfumati. Le cui garanzie sono state valutate inattendibili dalla banca già dopo le prime verifiche.

Sagramola dice che Ubi gli ha spiegato «di non poter destinare altro denaro al club, vista la forte esposizione già esistente». E ha ribadito il suo punto di vista: «La nostra offerta l'abbiamo fatta, ora tocca a Ubi. Se cambia idea, noi siamo qui, ma il tempo è poco. Purtroppo la banca si è sorprendentemente irrigidita, inducendo al pessimismo investitori che erano invogliati e ottimisti, come dimostra l'accordo che avevamo raggiunto venerdì».

L'ex dirigente della Sampdoria, per essere più esplicito, ha poi riassunto i contorni della proposta in un comunicato dai punti-cardine chiari: venerdì c'era la convinzione di aver raggiunto un accordo; il presidente, nelle intenzioni del gruppo di Sagramola, doveva essere Marco Bonometti, numero uno di Aib.

«In esito alla chiusura della trattativa comunicata da Ubi Banca - scrive Sagramola - preciso che l'Investitore da me rappresentato aveva sempre espresso il proprio intendimento di essere parte di un Progetto che per completarsi necessitava dell'apporto e della partecipazione di Altri Partner (espressione del tessuto industriale bresciano) e di UBI Banca». Cosa garantiva «l'Investitore?» A detta di Sagramola «un apporto a titolo di partecipazione di 2 milioni di euro e un una serie di accordi riguardanti i diritti library, pubblicitari, commerciali con il gruppo Infront, in grado di generare al Brescia Calcio introiti per 9 milioni nelle prossime 5 stagioni». Infront aveva dunque deciso di impegnarsi «con un contratto importante e a lungo termine, contando sulla capacità professionale dell'investitore e del nuovo management di incrementare sensibilmente il valore complessivo del brand Brescia. A Ubi Banca martedì pomeriggio abbiamo consegnato un documento intitolato Accordo Quadro che riassumeva e specificava gli intenti più volte espressi sia per iscritto, da ultimo venerdì 5 dicembre, sia durante i diversi incontri che si sono succeduti, compreso quello partecipato anche dall'ingegner Bonometti».

I contenuti dell'accordo? Innanzitutto «La costituzione di una New.co, in forma di società per azioni, con capitale sociale interamente posseduto da Profida Italia, che avrebbe acquisito il controllo della società Brescia Calcio e di Brescia Service». Prendendo quindi il posto di Gino Corioni. Inoltre, «come richiesto dal tessuto industriale bresciano la New.co avrebbe emesso un prestito obbligazionario convertibile in azioni per un ammontare di 2 milioni di euro. Ubi Banca avrebbe dotato di una linea di credito di 6 milioni la New.co, che avrebbe apportato al Brescia Calcio S.p.a risorse ulteriori mediante la sottoscrizione del Contratto Infront di 9 milioni». 

LA NUOVA SOCIETÀ, nei piani del gruppo di Sagramola, avrebbe gestito la società prevedendo «interventi nella campagna acquisti di gennaio 2015». Avrebbe «dato corso al pagamento dei debiti pregressi, comprese le residue rate fiscali e di leasing sul marchio, nonché al rimborso nei confronti di UBI Banca sia delle posizioni pregresse sia della nuova linea di credito, secondo un piano di rientro funzionale a garantire la solidità della società e l'impegno a ricercare la promozione nella massima categoria». Obiettivi ambiziosi, ribaditi dall'alto profilo della figura individuata per guidare il nuovo corso: «La presidenza del Brescia Calcio - svela Sagramola - sarebbe stata riservata all'ingegner Marco Bonometti».

Non se ne è fatto nulla perché ieri «i rappresentanti di Ubi Banca hanno comunicato l'intenzione dell'istituto di credito di non aderire al Progetto proposto dall'Investitore e di ritenere chiusa la trattativa avviata. Ne prendiamo atto con rincrescimento anche perché tutto, fino a ieri, faceva ritenere il Progetto davvero vicino dal poter essere realizzato - sostiene Sagramola -. In ogni caso auguriamo al Brescia Calcio e a tutti i suoi tifosi le migliori fortune».

Tutto finito? Forse. Ma non è ancora detto.

Fonte bresciaoggi.it

Altre notizie Brescia