Brescia, l'Airone ha fatto 13
Andrea Caracciolo ha imbraccato di nuovo la doppietta, ripartendo proprio come aveva concluso il suo precedente rapporto col Brescia. Il 1 maggio 2011, in serie A, si era battuto alla grande, cercando di espugnare lo stadio di Genova, e avvicinare la Sampdoria nella lotta per la salvezza. Approfittando di un'incertezza di Gastaldello, aveva riportato il Brescia in vantaggio (2-1) e, nel finale, siglato il temporaneo 3-2, grazie a una deviazione di testa su cross di Diamanti. Ma il guizzo in extremis dell'ex Mannini, per il definitivo pareggio, ha in pratica spedito in serie B i biancazzurri.
POI L'AIRONE ha vissuto le non esaltanti esperienze col Genoa (girone di andata dello scorso campionato) e il Novara (nel ritorno). Martedì sera, contro il Modena, è finalmente tornato a volare. Si è sbloccato dopo un digiuno che durava dall'inizio della stagione, 500 minuti di attesa, poi la testata su cross di Scaglia, e, successivamente, il rigore, da lui stesso ottenuto e trasformato. Un rigore che ha sollevato tante polemiche in casa Modena. I giocatori, infatti, sono usciti dal «Rigamonti» senza parlare, e il direttore generale Alessio Secco ha criticato duramente l'arbitro Pinzani, colpevole (a suo giudizio) di avere concesso un rigore inesistente, e dichiarando di non avere visto il «mani» di Gozzi nell'azione del temporaneo 1-1. Ma il giudice sportivo Emilio Battaglia ieri pomeriggio ha ritenuto di non poter squalificare Caracciolo per simulazione: «Il comportamento dell'attaccante bresciano - ha spiegato Battaglia - è tale da destare perplessità per la perdita di equilibrio apparentemente anticipata rispetto al contatto con l'avversario e per l'enfatizzazione nel movimento di caduta. Ritenuto che le immagini televisive non consentono di verificare se e in che misura, negli attimi antecedenti, il ginocchio sinistro di Caracciolo è stato, o meno, colpito dalla coscia sinistra di Gozzi, così come ritenuto dal direttore di gara, sussiste la carenza della prova certa». Non essendo possibile parlare in modo chiaro di simulazione, non è stato adottato alcun provvedimento nei confronti dell'Airone, assolto per insufficienza di prove. Intanto Caracciolo gongola, perchè ha fatto 13 (come numero di doppiette), ed è salito a 88 gol con la maglia del Brescia, di cui 50 in B e 38 in A, accorciando le distanze da Gigi De Paoli, il superbomber con 102 reti. Sono 32 le squadre alle quali ha rifilato almeno uno…schiaffo. Le più battute: Lecce, 6 gol; AlbinoLeffe, Inter, Livorno, Piacenza (5 a testa), Cagliari, Empoli, Frosinone e Triestina (4). E 51 reti le ha siglate a Mompiano, 37 fuori. Tre le triplette. La prima, in A, allo stadio del Mare di Lecce, il 5 ottobre 2003. Riviviamola. Al 7' del primo tempo lancio in profondità di Mauri per Caracciolo che, in diagonale, batte Amelia. 24' della ripresa: Martinez pesca in verticale Andrea che, di sinistro, fulmina il portiere. 39': Schopp effettua un cross che il lungagnone 22enne trasforma da distanza ravvicinata. Il sigillo lo mette Roberto Baggio, nel finale. Il Brescia si impone col punteggio di 4-1, e il temporaneo, inutile pareggio dei pugliesi lo sigla un bresciano: Cassetti, di Castenedolo.
«UNA GIORNATA indimenticabile –ama ripetere Caracciolo-. Conservo ancora la foto a fianco del Codino. Quell'anno presi il posto di Maniero, che doveva partire titolare, e invece non stava bene». A distanza di sei anni, il 24 ottobre 2009, la seconda tripletta, contro l'AlbinoLeffe: «La ricorderò a lungo, perché sono entrato soltanto al 6' della ripresa», ha detto l'Airone. Tre gol in 21 minuti, un'autentica impresa. Che ha migliorato il 23 gennaio 2010, con tre reti in 12 minuti: al 32' della ripresa su rigore, al 40' con un diagonale e al 44' ancora dal dischetto contro il Crotone: «Volevo ricordare l'indimenticabile Vittorio Mero, e ci sono riuscito», ha confessato a suo tempo. Arbitro Pinzani, lo stesso dell'altra sera.


