Brescia, Kone: "In B non posso restare"
I bagagli sono pronti, il Brescia perderà il suo talento greco Panagiotis Kone. «Ringrazio Scienza - dice e suona come un messaggio d'addio anche se difficilmente lo sarà nelle prossime ore – per avermi permesso di giocare un tempo dell'amichevole. Quarantacinque minuti in amichevole – precisa Kone – non cambiano la situazione. Sono grato a Scienza perché avevo bisogno, in vista della partita di mercoledì prossimo con la mia nazionale, di giocare sia pure per un tempo. Un buon allenamento. Niente di più e niente di diverso».
IN VALIGIA la voglia di Nazionale e le preoccupazioni per il futuro. Del resto Corioni è stato chiaro: «Alla fine – ha profetizzato in settimana il presidente -. Kone lascerà Brescia, ma la mia impressione è che non avvenga subito». «Ed è anche la mia di impressione – ammette il centrocampista greco –, ma non ho perso la speranza di venire ceduto prima della chiusura del mercato, anche se so perfettamente che non sarà facile».
Difficile non credere a un albanese, che ha sempre vissuto in Grecia, e che esibisce una barba da far invidia al profeta: «Sono grato al Brescia – spiega Kone – e non è la solita frase di circostanza di chi sa che tanto se ne andrà. Sono sul serio molto grato al Brescia perché se oggi ho qualche probabilità di mercato e se sono nella Nazionale Greca tutto questo lo devo al Brescia, ma non posso e non voglio restare».
Dovesse succedere quello che Corioni non si augura e il greco non vuole, nelle casse del Brescia non entrerebbe denaro fresco che, aggiunto al milione e mezzo di euro incassato per la cessione della metà di Diamanti e il discreto gruzzolo che porterà la vendita di Caracciolo, servirà a dare più respiro alla società: «Non mi poso permettere un campionato di serie B e non se lo può permettere il Brescia - conferma Kone -. Giocare in B significherebbe perdere la Nazionale. Non voglio, soprattutto ora che la Grecia si gioca l'ammissione all'Europeo. E a 24 anni si ha il diritto di guardare avanti. Guardare avanti per me significa giocare il prossimo anno in A. Possibilmente in una buona squadra».
E continuare l'avventura con la Nazionale, anche se il calcio greco sta attraversando uno dei momenti più bui della sua storia: «Non siamo stati capaci - sostiene Kone - di sfruttare l'effetto del titolo europeo. In Grecia è arrivato un esercito di stranieri e il livello del nostro calcio non è affatto migliorato. In compenso si sono trascurati i giovani. Ua brutta situazione e un brutto momento per il Paese. I ragazzi studiano, si laureano, ma sanno che non troveranno lavoro. Lo scontento e la rabbia crescono di giorno in giorno. Anche in Italia ci sono molti problemi, ma in Grecia si sta decisamente peggio».


