Brescia, Inzaghi: "Guardo poco la classifica. Dove possiamo arrivare? Lo dirà il campo..."
Le dichiarazioni di Pippo Inzaghi, tecnico del Brescia, al termine del match vinto contro il Pordenone e che ha regalato alle rondinelle la vetta momentanea della classifica:
Mister, si aspettava un match così difficile?
“Se una squadra pareggia con merito contro Pisa e Cremonese un motivo c’è. Quindi dico sì, me lo aspettavo. Il Pordenone non merita questa classifica. Hanno un allenatore bravo più giocatori come Folorunsho e Tsajoudot. Se partivano tre partite prima, avrebbero ben altri punti. Non siamo partiti bene. Le occasioni sono state 4-1 per noi, abbiamo avuto un numero di tiri in porta superiore, l’indice di pericolosità è stato 70 a 30 per noi. Joronen non ha dovuto fare granchè. Ci sono state tante cose positive, ancora non prendiamo gol. Arrivati un po’ tirati. Vincere è da grande squadra, tre punti che sono oro colato”.
Abbiamo visto anche qualcosa di nuovo a livello di modulo con il passaggio al 4-2-3-1. L’ha fatto per mettersi a specchio con il Pordenone?
“All’inizio era il solito 4-3-2-1 poi siamo andati con Palacio più vicino a Bajic e infine abbiamo allargato Tramoni e Leris per vincerla e sfruttare al meglio Moreo. Sono molto felice, non si può sempre essere bellissimi. Siamo stati quadrati. Se il Pordenone avesse pareggiato non sarebbe stato un furto”.
Domani sera guarderà Cittadella-Pisa oppure Milan-Inter?
”Tutte e due. Una in televisione e l’altra sull’i-pad. Avendo vinto con il Pordenone me le posso godere”.
Dando per scontato che tiferà per il Cittadella così che il Pisa possa essere fermato e il Brescia si ritrovi primo in classifica, il suo cuore come sarà nel derby?
”Il Milan viene prima di tutto. E’ nel mio cuore e non posso dimenticarlo. Dall’altra parte però c’è mio fratello e seguo con grande interesse quello che fa Simone perchè andando all’Inter dopo l’addio di Conte si è preso una bella gatta da pelare dopo gli addii di Hakimi e Lukaku”.
La sosta servirà anche per studiare un’alternativa a Van de Looi?
“E’ Labojko, anche se ha caratteristiche differenti. Ndoj può diventarlo, ma voglio proporlo, d’accordo con la società, solo quando sarà davvero a posto dato che non gioca da due anni. Van de Looi è molto stanco, in rosa non c’è un giocatore con caratteristiche uguali a lui, l’ho tenuto in campo sperando ci desse il passaggio giusto”.
Che effetto fa essere davanti a tutti? Almeno per qualche ora…
“Guardo poco la classifica. Ho sempre detto che ci sono squadre molto forti come Parma e Benevento per ingaggi, giocatori e ambizioni: impossibile smentirlo. Gioca gente che non centra nulla con questa categoria. Noi però possiamo giocarcela con tutti. Già questo è un passo importante. Dove potremo arrivare ce lo dirà il campo”.
Come procede la dialettica con il presidente? Cosa dice?
“Sono molto contento, ma sappiamo che non abbiamo fatto nulla. Abbiamo visto anche con il Pordenone che campionato è. Lui ha fatto un grande sforzo anche nel rafforzare la società. Gli arrivi ci hanno dato una marcia in più. L’obiettivo è a fine anno aver fatto il massimo. Poi vedremo”.
A un certo punto si sono sentiti anche dei fischi, come li avete presi?
“Abbiamo sbagliato qualche palla che avrei fischiato anche io, ma poi i tifosi ci hanno trascinato. Eravamo un po’ pesanti mentalmente. Abbiamo giocatori giovani, a Benevento avevo gente più esperta. Qualcuno magari ha sentito il peso della partita. Sono contento di aver regalato questa posizione in classifica alla gente di Brescia. Ora a Vicenza ci aspetta un’altra battaglia”.
A un certo punto lei si è strappato anche il giubbotto, stile Allegri, infuriato con i suoi giocatori…
“Ah sì? Non mi ricordo (ride, ndr). Ogni tanto stacchiamo la spina, ci hanno mosso la palla e non ce ne siamo accorti e questo mi ha fatto arrabbiare. Sapevamo che i tre punti erano benzina per i nostri muscoli e cervello”.


