Brescia, il "Menti" di Castellammare sarà peggio del "San Francesco"
Pronti ad entrare nel nido delle vespe? C'è una nuova prova di sopravvivenza che aspetta il Brescia. In caso di punture, la pomata da usare sarà sempre la stessa: il gioco, possibilmente d'attacco. Da applicare anche subito. Perché prevenire è meglio che curare. Undici giorni dopo Nocera, un altro catino infuocato: Castellammare di Stabia. Bisogna esserci stati per capire cos'è. Chi c'ha giocato assicura che è anche peggio del «San Francesco». Il Brescia ci perse già a Ferragosto del 1999 e Baldini consegnò la panchina a Sonetti. Avanti il prossimo. La squadra sorpresa che non vuol essere lì per caso, l'intrusa al tavolo delle grandi, ha bisogno di mettersi subito e nuovamente alla prova e oggi alle 15 lo farà con la neopromossa Juve Stabia. Anche stavolta Scienza e i suoi ragazzi troveranno chi urlerà «Chi siete? Sì, ma quanti siete? Sì, ma cosa portate?». Un fiorino.
Difficile spiegare dove vuole andare realmente il Brescia che nelle griglie di partenza era dato come squadra al massimo da metà classifica e che adesso invece trova sponsor ovunque. «È da primi quattro posti» ha sentenziato Mario Somma dalla panchina rimastagli, quella del salottino Rai di 90° serie B. Zambelli e compagni dovranno imparare a convivere anche con le pressioni che arrivano dall'esterno. Gli unici pericoli psicologici, dato che a Brescia e dintorni nessuno si sogna di chiedere più di quanto stia dando la banda di ragazzini terribili, oggi in verità un po' più esperta del solito. Con Arcari che sostituisce il febbricitante Leali (bloccato a casa dopo il match con l'Under 19 nel quale... è rimasto in panchina), Zoboli che ha recuperato dal fastidio all'adduttore e riprende il suo posto nell'undici di partenza in luogo di Magli, Budel intoccabile a metà campo e Dallamano confermato a sinistra nonostante il rientro dalla Nazionale di Daprelà, il tasso di esperienza aumenta.
Come sempre Scienza non può però cullarsi su un'amaca. La schiena di Berardi continua a fare «crick e crock», Ramos non è ancora tesserato e prima di convocare la coppia Martinez-Cordova bisogna capire cosa ha intenzione di fare dei due la societa: «deciderà il mister» disse Iaconi il 31 agosto alle 19.05; «andranno in tribuna» lo corresse qualche minuto dopo Corioni. Oggi c'è un Maccan in più, sarà lui il cambio degli attaccanti.
Sette punti per la Leonessa: 2-0 al Vicenza, 1-1 a Nocera, 2-1 all'Empoli. Zero punti, ma con un pareggio utile a cancellare il «- 1» dettato da irregolarità economiche per le vespe della Juve Stabia: sconfitte 2-1 ad Empoli e con lo stesso risultato in casa con il Verona, hanno ritrovato slancio pareggiando a Crotone.
Per infiammare uno stadio che si annuncia esaurito nei circa 8mila posti disponibili (ma bisogna contare anche quelli sui balconi delle case che sovrastano il «Menti»...) Braglia chiederà ai suoi di andare presumibilmente subito all'attacco. Non resta che rispondere con le stesse armi, come fatto a Nocera. Anche perché il Brescia non conosce altro linguaggio tattico. C'è un Antonio da Treccani del calcio, ci sono Jonathas e Feczesin carichi come molle.
Tutti pronti ad entrare nel nido delle vespe. Si sopravvive anche così.


