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Brescia, guai a rallentare

Brescia, guai a rallentare TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
domenica 4 marzo 2012, 17:15Brescia

Vincere a Gubbio. Si deve. Già, ma come? Con una punta e mezza, come nell'ultimo periodo da record, o aggiungendo Piovaccari e diventando più spregiudicati, come quando si «giocava bene» ma vincevano regolarmente gli avversari? Al Brescia non resta che continuare a vincere (tanto), a non perdere (ogni tanto) e soprattutto a non prendere gol. Certo che, dalle dirette rivali, qualche risultatino ad hoc lo si poteva aspettare. Quantomeno auspicare. Invece niente. Ha vinto il Varese venerdì sera sul Vicenza, ha vinto ieri il Padova sull'Albinoleffe. La sesta e la quinta, le avversarie su cui il Brescia in questo momento deve fare la corsa per acciuffare la zona play-off. Che adesso sono a 6 e a 7 punti.

PER TORNARE al punto di partenza il Brescia deve battere il Gubbio, dove hanno lasciato le penne big come Torino - ed era il debutto in panchina di Gigi Simoni dopo l'esonero di Fabio Pecchia - e Padova. Impresa possibile con nuovo record: mai, nei suoi 101 anni di storia, i biancazzurri hanno conquistato 5 successi esterni di fila. Adesso si apre il dilemma: continuare con il 3-5-1-1, cioè con una punta e una mezza punta, il modulo che ha garantito 7 vittorie, 2 pareggi e l'imbattibilità record ad Arcari nella storia del Brescia e in Europa? O cambiare?

CAMBIARE significa mollare i freni, essere più spregiudicati, più offensivi. C'è Piovaccari che scalpita e il capocannoniere della serie B 2010-2011 (23 reti in 39 partite con il Cittadella), è il sentire molto in voga nella piazza e in una parte della società in questo momento, va fatto giocare. E di sicuro sarebbe bello vedere un Brescia che gioca arioso, che vince dando spettacolo (ma il vero spettacolo è vincere!) e rischia poco, imbottito di punte e di fantasia. Piacerebbe a tutti. Ma è ancor più bello vedere un Brescia che, alla prospettiva di far toccare un doppio record al proprio portiere, lo programma in campo con un'interpretazione della partita tale da ridurre i rischi. Interpretazione diventato un marchio di fabbrica.  Gino Corioni dice che si divertiva di più con Scienza e di sicuro si riferiva alle prime 8 partite. Nelle successive 13 si saranno divertiti solo gli avversari ed è inconcepibile che un allenatore, con 4 gare interne perse subendo 3 gol, non abbia mai pensato a variare modulo. Ora vale la pena di cambiare? Vale la pena di fare come a Vicenza? Alla piazza e alla dirigenza non piaceva la saggezza tattica di Maran, mandato via a giugno. Ecco dunque l'ingaggio di Silvio Baldini, rivelatosi un disastro.  Ora anche Cagni è a rischio. Ironia del destino, la loro panchina è saltata dopo aver perso con Maran, il difensivista.  

Fonte bresciaoggi

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