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Brescia, funziona il nuovo mix di Calori

Brescia, funziona il nuovo mix di Calori TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
lunedì 8 ottobre 2012, 15:57Brescia

Nemmeno Alessandro Calori, probabilmente, si aspettava che questo Brescia potesse rivelarsi una fonte continua di sperimentazione. La considerazione nasce spontanea guardando l'evoluzione della squadra partita dopo partita, perchè di evoluzione si tratta. A ogni gara si è sempre registrato un piccolo passo in avanti, anche in assenza di vittorie: nella forma dei singoli come nella fluidità della manovra; nel gioco offensivo come nella tenuta difensiva.  Sabato, per la prima volta, il processo di crescita è sembrato coinvolgere tutti gli aspetti appena citati. Il Brescia ha costruito occasioni e dosato le energie. Ha spinto agli estremi dei due tempi, ha finito in crescendo (segnale di una buonissima condizione altletica), dosando la forze nelle parti centrali. E agli abruzzesi ha concesso solo un tiro dalla distanza, scoccato al 17' della ripresa dall'ex Paghera.  NEL LANCIANO il Brescia ha sicuramente trovato un avversario non insormontabile e va detto che, per sgretolarne la resistenza, c'è voluto un autentico jolly di Budel, che non segnava da 1.287 giorni, dall'1-1 di Parma-Piacenza del 29 marzo 2009. E il centrocampista si è sbloccato con la maglia biancazzurra alla presenza numero 70, dopo non pochi tentativi e pure un rigore fallito, lo scorso campionato, in casa con la Reggina.

IL BRESCIA 2012-2013 è stato costruito senza una logica apparente, dettata anche dal budget ridotto. Ma ha 5 giocatori che in serie B in pochi vantano (Arcari, gli esterni Zambelli e Daprelà, Budel, Andrea Caracciolo), un giovane vicino alla consacrazione in un nuovo ruolo (Salamon, classe '91, sempre più a suo agio da centrale), un prodotto del vivaio titolare inamovibile (Lasik, del '92).  La lacuna sta nell'esiguità in certi ruoli e nella non eccelsa qualità dei rincalzi in attacco e in difesa, reparto in cui, inamovibile il trio De Maio-Salamon-Stovini, Antonio Caracciolo è la prima alternativa.  In mediana il Brescia ha in Lasik-Budel-Scaglia il trio meglio assortito: con lo slovacco e il trenzanese, Budel deve sacrificarsi di meno e può dedicarsi di più alla direzione della manovra.  La differenza di rendimento del regista a Empoli, costretto più a un lavoro di copertura, e con il Lanciano, dedito molto di più a inventare soluzioni di squadra e personali, come in occasione del gol, è evidente come evidenti sono i benefici per la squadra.  Sabato hanno impressionato Rossi, Saba e Bouy, entrati in corsa. Calori ha puntato su una squadra a trazione ultra anteriore. Dal 32' della ripresa, uscito Corvia, ha giocato con un attaccante (Andrea Caracciolo) e tre rifinitori (Rossi, Saba e Bouy, appunto). Zambelli, anche per i problemi non risolti alla caviglia destra, ha limitato non poco i suoi raid, Budel è rimasto più ancorato alla metà campo. E i tre rifinitori, grazie agli spazi concessi dal Lanciano proiettato in avanti alla ricerca del pari, hanno recitato da tenori: Rossi, inserito sullo 0-0 al 18' della ripresa, ha giostrato il pallone da par suo, Saba in una ventina di minuti ha toccato una quindicina di palloni e inventato assist deliziosi per Caracciolo, che ha trovato il raddoppio; Bouy, dopo un periodo in naftalina, ha capito che deve sacrificarsi se vuole sfruttare il suo talento, che non è banale. Bene così, ma serve la controprova quando la lotta si farà dura. Una parola a parte merita Corvia. La sua prova con il Lanciano è stata insufficiente ma dei due acquisti settembrini (l'altro è Stovini) è il più importante. Da quando c'è l'ex leccese, Caracciolo ha a adisposizione il triplo delle occasioni. Corvia apre gli spazi ed è un toccasana per l'Airone. 

CALORI la scorsa stagione inventò la squadra dei record (907 minuti di imbattibilità, 5 vittorie consecutive in trasferta) usando l'arma della concretezza a scapito dell'estetica. Quest'anno, cambiata la rosa che non ha un incontrista e punte di certe caratteristiche, sta cercando di rendere più solide le fondamenta del gioco. Il segnare un gol più degli altri ha la stessa valenza del non prenderlo. A gennaio non era così. È uno degli aspetti della sperimentazione caloriana da seguire con interesse.

Fonte brescia oggi

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