Brescia, ecco il tuo "nuovo" difensore
Per la squadra e per se stesso. L'idea è venuta a Scienza per penuria di difensori (pochi, a rosa completa, anche in tempi di ristrettezze. Pochissimi per la gara con l'Albinoleffe) . Non risulta che Matteo Mandorlini si sia lasciato scappare lo storico «obbedisco» perchè non è elegante mischiare il sacro col profano, ma ha accettato la nuova destinazione e forse in futuro potrà ringraziare Scienza e l'emergenza.
Dica la verità: ringrazierà davvero Scienza?
Nasco centrocampista, anzi mezz'ala. Scienza, per scelta e per necessità, mi vede anche come terzino.
E Mandorlini come si vede?
Mi sto adattando. Sono un giocatore duttile e, come mi ripete spesso Scienza, saper fare più cose alla lunga mi potrebbe giovare.
A Brescia non mancano i precedenti. Un secolo fa la metamorfosi di Pedro Mariani da centravanti in terzino.
Come dice Scienza, può darsi che mi abbia allungato la carriera. Non so se è serio o se è solo una battuta. Mi dice anche che fra dieci anni lo chiamerò per ringraziarlo.
Ma potendo scegliere?
Sono restio a fare il difensore, ma devo comunque giocare in fascia e ho una buona corsa. Ci sono le caratteristiche giuste per poterlo fare.
Perchè restio?
Passare dal centrocampo alla difesa, non dico che mi sento limitato, ma un po' snaturalizzato sì. È un compito però che posso svolgere: pian, piano mi sto adattando sempre meglio.
Ruolo diverso e la mentalità?
Per me è cambiato niente. Mi allenavo bene prima e mi alleno bene ora. Per un giocatore il lavoro è la cosa più importante.
A destra o a sinistra?
Sono destro, dunque mi viene più naturale giocare a destra. Per necessità posso spostarmi a sinistra. Potendo scegliere, preferirei stare a destra.
Le manca anche la possibilità di provare il gol?
Una delle mie doti è il tiro. Da mezz'ala è più facile arrivarci, molto meno facile se si gioca terzino. Forse è questo che mi dà un po' fastidio essendo stato spostato dietro. Ma, se capiterà l'occasione, spero di sfruttare il mio tiro.
Lei è l'unico giocatore in prestito. Un handicap?
È un discorso un po' delicato. Forse la condizione di giocatore in prestito può avere influito su qualche scelta non so se da parte dell'allenatore o da parte della società, ma cerco di non pensarci. Penso solo ad allearmi al meglio.
Mandorlini, lei è pane e calcio?
In casa mia si è sempre vissuti di calcio. Fin da bambino ho imparato la cultura del lavoro. Per rispetto verso me stesso, per la società e per la squadra in cui gioco.


