Brescia, e se gli acquirenti fossero in casa?
I tifosi hanno urlato che la famiglia Corioni non la vogliono più, hanno fatto appelli verbali e scritti agli imprenditori bresciani, il cui nome stava su alcuni striscioni appesi in piazza Loggia: da Pasini a Faustini, da Camozzi a Lucchini, da Gnutti a Lonati, da Stabiumi a Sergio Saleri, che del Brescia è già stato presidente dal '76 all'81 con una promozione in serie A a guida Gigi Simoni.
Oggi, nella società dal '92 presieduta da Gino Corioni (che del Brescia è il legittimo proprietario: al di là del sacrosanto diritto di manifestare il dissenso, questo è l'imprescindibile assunto di partenza), c'è un altro Saleri, Luca, il figlio di Sergio, che ricopre la carica di vice ed è è l'unico che, negli ultimi anni, è rimasto a fianco dell'imprenditore di Ospitaletto. E che ha ricevuto l'investitura da Fabio Corioni: «Un erede di mio papà? Un nome ce l'avrei: è Luca Saleri», le parole del presidente del settore giovanile a Bresciaoggi.
COM'È LO STATO dell'arte sulla cessione della società? C'è un advisor milanese, uno studio incaricato di trovare acquirenti; c'è un manager bresciano di lungo corso, Ugo Calzoni, che ha il mandato a vendere la società da Gino Corioni e che ultimamente si è sentito scavalcato: dalla famiglia di Ospitaletto ma anche da Diego Penocchio, il vice presidente bresciano del Parma, che la sera del 27 dicembre ha bussato al cancello della villa di Corioni per parlare della possibilità di rilevare il Brescia. Eppure Penocchio e Calzoni, in settembre, si erano fatti fotografare insieme al centro «San Filippo», durante una delle visite del vice di Tommaso Ghirardi al quartier generale biancazzurro.
Penocchio venerdì era al «Rigamonti» per la partita con il Crotone e ha fatto poco per passare inosservato. Suo malgrado (o è proprio quel che vuole?), il titolare del gruppo industriale Ormis di Castegnato in questo momento è il protagonista della vicenda sulla vendita del Brescia.
«Sì, Penocchio ha manifestato l'intenzione di interessarsi al Brescia - dice Luca Saleri - e non mi sembra che dietro di lui ci fosse Tommaso Ghirardi. So anche che è venuto allo stadio, ma al di là di tutto in questo momento c'è soltanto una certezza: la volontà di Gino Corioni di cedere quantomeno la maggioranza».
PER IL MOMENTO... «Per il momento non c'è niente di concreto - dice il vice presidente biancazzurro -. Sento tante parole, ne parlate giustamente voi giornali ma in questo momento non vedo all'orizzonte qualcuno seriamente intenzionato a rilevare il Brescia».
Quel qualcuno, secondo Fabio Corioni, potrebbe essere proprio Saleri: «Ringrazio Fabio, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo un bel gruppo di persone che potrebbe affiancarmi in questa avventura - le parole del vice di Gino Corioni -. Da solo non me la sento di prendere il Brescia, è un onere troppo gravoso soprattutto in una fase così difficile per tutti. Ma questo non significa che il mio impegno a fianco di Corioni venga meno. Anzi, se sarà necessario sono pronto ad aumentarlo. Di sicuro, però, non mi spingo più in là di così».
Il tempo passa, le voci si rincorrono, il lavoro di Calzoni e dell'advisor milanese (a breve un incontro) e dello stesso presidente Corioni per trovare acquirenti continua: «E credo proprio che il presidente, di fronte a un'offerta equa di persone seriamente intenzionate, non direbbe di no».
E se fosse Saleri quella persona? «Nella vita tutto è possibile, la mia passione per il Brescia è nota - la conclusione -. Ma ci devono essere le condizioni».


