Brescia, è l'ora dei giganti
Gigante, pensaci tu. Se poi i giganti sono due... Testa se li è sognati anche di notte. Il portiere de L'Aquila non dimenticherà tanto facilmente quei due lungagnoni che continuavano a infilare la sua porta. Jonathas & Feczesin: la strana coppia del Brescia. Due pivot per un solo attacco: non si può fare, in base alle leggi non scritte del calcio. Però a volte funziona.
Il paradosso è che la coppia brasilian-ungherese ha messo a segno 3 dei 5 gol biancazzurri al debutto in coppa Italia sfruttando il gioco di una squadra senza ali. Tanta manovra sfociata in un repertorio completo: tiri al volo e slalom in contropiede (Jonathas), tocchi ravvicinati e sberle dalla distanza (Feczesin).
Certo, c'erano due categorie di differenza, ma segnare e vincere contro professionisti non è mai facile: ripassare, per credere, i precedenti in coppa del Brescia e non solo nelle stagioni scorse.
L'uomo (l'omone) nuovo è Jonathas Cristian De Jesus Mauricio, classe 1989, segni particolari centravanti-della-scuderia-di-Mino-Raiola. Da protetto del superprocuratore italo-olandese (quello di Ibra e Balotelli) è arrivato in Italia il 31 gennaio, su input di Fabio Corioni.
GRANDE lo scetticismo per un attaccante tutto da scoprire, con trascorsi poco incoraggianti (un po' di Az Alkmaar, qualche gol con l'Under 20 verde-oro), in un momento delicatissimo della stagione. Poteva Jonathas, perdippiù in attesa di transfer, risolvere i problemi del Brescia? No, non poteva. E il Brescia, del resto, stava retrocedendo di suo. Può Jonathas, con la sua tecnica e le sue movenze, contribuire a risollevare il Brescia in B? Può, sì, ma non da solo. Aspettando i rinforzi che verranno, il feeling con Feczesin è già buona cosa.
«Io e Robert lavoriamo, lavoriamo, lavoriamo - dice Jonathas. look molto brazileiro, cresta e brillantino d'ordinanza -. Contava partire col piede giusto. Sono contento di essermi mosso bene e non bado alle voci di mercato: normale, soprattutto quando le punte non segnano. Noi abbiamo fatto gol, ma siamo all'inizio». Bomber della scuderia Raiola: «Un'etichetta che non pesa - assicura -. Lui mi trova lavoro, poi spetta a me fare bene sul campo».
Il suo gemello Feczesin è il bomber che visse due volte (in biancazzurro). Si era presentato a 21 anni fra squilli di tromba: nel 2007, in piena era-Cosmi, indossava la maglia del Brescia dopo aver fatto piangere l'Italia e Buffon: gol e vittoria in amichevole contro i campioni del mondo (3-1 per i magiari). Ottimo l'avvio, con 3 reti in 7 partite. Poi il declino fra un allenatore e l'altro, il ritorno in Ungheria al Debrecen (8 gol in 16 partite), il rientro in Italia ad Ascoli e la resurrezione: «Otto reti e 5 assist in 19 presenze - ricorda Feczesin -. Così ho scoperto di poterci stare, in questo calcio. Ora non tocca a me dire se servano attaccanti o no al Brescia. Io e Jonathas pensiamo ad affinare l'intesa. All'inizio contro L'Aquila ero lento, le cose non giravano. Siamo migliorati e sono arrivati i gol. Così ci siamo guadagnati il diritto di affrontare il Catania».
E gli applausi del «Rigamonti», a caccia disperata di soddisfazioni dopo un'annata da cancellare.


