Brescia, è ancora il Torino il crocevia dei sogni
La serie B si ferma. Non il Brescia, chiamato domenica all'ora di pranzo a un recupero denso di significato. Per il passato, per il presente, per il futuro. Per la prima volta, da quel dolce, dolcissimo, trionfale 13 giugno 2010, al «Rigamonti» torna il Torino. Una partita che potrebbe portare i biancazzurri a una svolta che, fino a poche settimane fa, nessuno osava nemmeno immaginare.
DOVESSE BATTERE il Toro, la prima avversaria d'alta classifica da quando c'è Calori. il Brescia si porterebbe a soli 3 punti dal sesto posto, l'ultimo utile per la conquista dei play-off. E il sesto posto, in questo momento, è occupato dal Varese, una delle 9 squadre (su 22) della serie B ad avere disputato tutte le partite. Con 14 giornate ancora da giocare, e con i biancorossi dell'ex Rolando Maran che devono ancora venire al «Rigamonti», si capisce benissimo che un successo nel recupero di domenica potrebbe davvero significare un punto di svolta per le ambizioni biancazzurre. L'obiettivo primario resta la salvezza, il raggiungimento della quota dei 50 punti, che di solito mettono al riparo anche dal rischio minimo dei play-out. Ma nessuno, adesso, mette più in dubbio il raggiungimento del traguardo fissato a inizio stagione. La serie d'oro coincisa con l'arrivo di Calori e con la sua rivoluzione tattica, altrimenti detta del buon senso, in 8 giornate ha portato il Brescia dal 18° al 7° posto, dal misero + 2 sulla zona retrocessione diretta, al - 6, succulento per la gara in meno, di distacco dai play-off. La zona play-out è lontano 15 punti: un vero e proprio abisso. Il problema di Calori è l'abbondanza, ammesso che l'abbondanza sia un problema e per l'allenatore del Brescia non lo è. La partita con il Modena, al di là della mancata vittoria, ha confermato la posizione a metà del guado della squadra biancazzurra: iniziare a osare per puntare più in alto o continuare sulla strada maestra dei 20 punti in 8 partite e degli zero gol subìti? Utilizzare Piovaccari a fianco di Jonathas e tornare al modulo del centenario, con il trequartista, che nelle ultime due stagioni, in A come in B, tante soddisfazioni ha dato agli avversari del Brescia, eccetto le prime 8 giornate di questo campionato? Lo 0-0 di sabato è stato il frutto di una tattica attendistica. Nel primo tempo è parso che il Brescia fosse più preoccupato di difendere il record di imbattibilità di Arcari che di osare. E non ha aiutato il richiamo di preparazione impostato dallo staff di Calori in quest'ultimo periodo e i cui risultati, si dice, si potranno apprezzare a partire proprio da domenica.
TROPPO IMBALLATO il Brescia per pensare di fare un sol boccone di una squadra modesta come il Modena, ma disposta con ordine. Ed è sicuramente troppo chiamare in causa la stanchezza per gli 11 che regolarmente Calori da qualche settimana schiera dall'inizio. Non possono essere 3 partite di fila, con lo stop per il rinvio della gara con il Toro del 6 febbraio, ad averfatto calare la condizione di Daprelà e Zambelli, ad aver appannato il senso geometrico di Budel, ad aver annacquato per un sabato la proverbiale freddezza sottoporta di Jonathas. È positivo che il Brescia, pur non al meglio, non solo non abbia perso ma non abbia rischiato di prendere gol. Con il recupero di condizione e una rosa non priva di ricambi, si può pensare al Torino come alla svolta. E per favorirla, la svolta, non è detto sia necessario andare allo sbiraglio. Anzi...


