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Brescia, ds Iaconi: "Mercato? Sono deluso"

Brescia, ds Iaconi: "Mercato? Sono deluso" TuttoB.com
Andrea Caracciolo: l'Airone è volato al Genoa
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
giovedì 1 settembre 2011, 18:39Brescia

Otto milioni e mezzo di euro nero su bianco, dieci milioni a giugno se una promessa viene mantenuta. Via Caracciolo (Genoa), Kone (Bologna) e Mareco (Verona), dopo Hetemaj (Chievo), Diamanti (Bologna) e Tassi (Inter): il Brescia incassa tanto e bene al termine del mercato estivo, eppure non arriva nessuno.

Rimane Ramos Martinez, classe '89. Per il resto il presidente Gino Corioni ha respinto ogni possibilità di acquisto. Ed è l'unica novità, insieme al centrocampista Mandorlini.

«Il presidente è impaurito per la situazione economica del club: abbiamo pensato a salvare il Brescia - commenta sconsolato il direttore sportivo Andrea Iaconi -. Il mercato è andato bene all'80 per cento. Ok le uscite, ma nessun acquisto. Si poteva fare? Tutto si può fare. Certo qualcosa manca. Una punta nuova era in preventivo, dopo le cessioni: non è arrivata. Speriamo di non pagarne le conseguenze. Deluso? Sì, lo sono».

È visibilmente provato, Iaconi. Per una giornata intera si è adoperato, insieme a Fabio Corioni e A uno staff che comprendeva Pierfrancesco Visci (segretario), Stefano Cordone (collaboratore) e Filippo Giraldi (responsabile del settore giovanile), per portare una punta a costo zero al Brescia (ci sarebbe riuscito). Il presidente non ha voluto e a un certo punto Iaconi, arrabbiato, si è posto domande sull'utilità del suo ruolo.

DIMETTERSI? Il ds biancazzurro ci ha pensato. Si è prima scontrato, poi chiarito al telefono con Corioni. Ha riscontrato la preoccupazione del presidente per il destino del Brescia. Prima di tutto la sopravvivenza del club. Iaconi, che già da tempo si è rimboccato le maniche (così come Scienza e la sua squadra, che hanno saputo risvegliare la piazza dopo la retrocessione) e dunque, salvo sorprese, proseguirà il suo lavoro. Tutt'altro che facile.

Nell'ultimo giorno di mercato il Brescia ha sfruttato la mattinata per cedere Andrea Caracciolo al Genoa, che ha superato la concorrenza di Chievo, Siena e Sampdoria con una comproprietà «camuffata», 1,6 milioni subito e 1,6 a fine stagione. Il Genoa era pronto a cedere in prestito l'attaccante uruguaiano Ribas, ex Inter. Gli avrebbe pagato in parte l'ingaggio (in cambio chiedeva uno sconto sul prezzo dell'Airone). Corioni ha detto no. Stessa cosa nel pomeriggio. Sfumate via via le prime opzioni per l'attacco (niente Succi perché non si fanno affari con il Palermo che non ha comprato giocatori del Brescia, niente Ardemagni perché l'Atalanta chiede soldi), nel box biancazzurro si è presentata la punta ex Albinoleffe Cellini ('81), la scorsa stagione fra Vicenza e Varese (società proprietaria del cartellino, disposta a svincolarlo).

CELLINI è entrato nel box sorridente. È uscito rabbuiato. Affare sfumato. A 10 minuti dallo stop (18.50) si tentato per Babacar (classe '93, Fiorentina),, che non voleva la serie B.

Già corteggiato da Chievo e Catania, Panagiotis Kone alla fine è andato al Bologna. Anche in questo caso formula complessa: prestito oneroso (300 mila euro subito), possibile riscatto della metà a giugno (per 1,5 milioni).

Con la cessione del greco e i 5 milioni dalle comproprietà di Hetemaj, Diamanti e Tassi, nelle casse del Brescia sono dunque entrati circa 7 milioni, che diventeranno 8,5 quando il Genoa riscatterà Caracciolo (soluzione concordata) e 10 se il Bologna riscatterà Kone (soluzione eventuale).

Il Brescia ha salutato Victor Mareco, passato al Verona. «Il Brescia resterà nel mio cuore, mi dispiace incontrarlo presto da avversario: purtroppo in tanti mi dicevano che il mio ciclo qui era finito», si è rammaricato il paraguaiano. Rimasti Gilberto Martinez (nessuna richiesta) e Nicolas Cordova (Vicenza, Palermo: nulla di fatto), non è partito Gaetano Berardi: l'Udinese ci ha provato, il Padova pure, Iaconi ha tenuto duro. E il giovane Emanuele Bardelloni torna in comproprietà al Como.

Fonte Brescia Oggi

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