Brescia, Corioni: "Guardiola-Inter? Pep farebbe un grande sbaglio"
“Se Guardiola potrebbe venire in Italia il prossimo anno per allenare l’Inter? Ma no, credo proprio che non sia possibile. Farebbe uno sbaglio lui a venire e l’Inter a prenderlo. Il gioco che propone Pep è un’educazione, un modello che non è possibile replicare facilmente in altri contesti. No, Guardiola rimarrà al Barcellona, almeno per un’altra stagione”. Il presidente del Brescia, Luigi Corioni, numero uno delle Rondinelle quando in campo scendevano fuoriclasse come Pep Guardiola e Roberto Baggio, dice la sua a panorama.it sulla voce rimbalzata ieri dalla Spagna che darebbe il tecnico del Barca dei miracoli prossimo ad accettare le lusinghe di Moratti.
Voce ripresa da Gianluca Vialli su Sky con una ciliegina che fa la differenza. Ha detto l’ex attaccante della Sampdoria e della Juventus: “Guardiola in panchina e Roberto Baggio suo vice”. Insomma, due fenomeni per rilanciare il progetto Inter, roba da prima pagina.
Va detto che il tecnico del Barcellona non aiuta a smontare i rumours in salsa iberica. Ieri sera, in occasione della gara d’andata degli ottavi di finale di Champions League, vinta per la cronaca 3 a 1 dalla squadra di casa contro il Bayer Leverkusen, triturato e congelato con un doppio Sanchez e un fantastico (e quando mai) Messi, Guardiola si è presentato in panchina con una sciarpa nerazzurra. Certo, non dell’Inter: non c’era il Biscione e nemmeno altri segni o disegni che potessero accostarla alla squadra di Moratti. Però, c’erano i due colori e tanto è bastato per scatenare fantasie sulla stampa di tutto il mondo. “E’ il regalo di un amico”, ha chiarito subito il Pep. Ma la frittata era già sul fuoco e prossima alla cottura. Con tanto di brindisi nelle case dei tifosi neroazzurri.
“Guardiola - continua Corioni - è bravo di suo, ma se uno (ndr, Moratti?) pensa di portarlo all’Inter per fare giocare la squadra neroazzurra come il Barcellona, sbaglia di grosso. Se invece il progetto è ad ampio respiro e c’è tempo e modo per far maturare un’idea tattica simile a quella dei blaugrana, allora è un’altra cosa”. Dunque, niente Inter, capitolo chiuso, e non a caso. “Forse l’Inter ha un po’ troppa fretta. Cambiare spesso allenatore ed ottenere contemporaneamente risultati è una pratica difficile nel calcio. Bisogna avere pazienza per ricostruire un ciclo. Se ho consigliato a Guardiola di non fare questa scelta? Lo sento spesso, ma non devo ricordargli una cosa che lui sa benissimo”.
Cosa si può dire della coppia Guardiola-Baggio? Corioni sorride.
“Certo, sono nomi di grande prestigio, ma vincere è un’altra cosa. Il nome è sempre importante perché permette alla stampa di parlare bene del progetto e dar fiducia alla piazza. Ma se poi perdono, cosa facciamo? In tre domeniche, crolla tutto. Se ho mai chiesto a Baggio di venire ad allenare il Brescia? Certo che sì, ma lui dice che per il momento sta bene così. Ha fatto tanti sacrifici quando giocava al calcio e adesso vuole godersela un po’… Chiaro, cambiasse idea le porte sarebbero sempre aperte per lui. E non solo come tecnico. Perché Baggio potrebbe fare bene in qualsiasi ruolo, con qualsiasi incarico. Stiamo parlando del giocatore più amato degli ultimi 20 o 30 anni”.
Anche Baggio è stato più volte accostato alla panchina dell’Inter, possibile?
“Io non credo lo farebbe mai, ma per esserne certi bisognerebbe chiederlo a lui. E comunque, nel calcio non c’è mai niente di impossibile. E ciò che non è possibile oggi, non è detto che lo sia anche domani”.
Corioni conosce bene il Divin codino e lo sente spesso. Se lo dice lui, meglio crederci.


