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Brescia, certo che quell'epiteto...

Brescia, certo che quell'epiteto... TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Federico Errante
mercoledì 29 febbraio 2012, 17:45Brescia

È bello sentirsi dare dei ladri, l'insulto più gettonato dai perdenti; sentirsi dire che «il Brescia meritava di perdere per 3-0». È fantastico, il massimo. L'epiteto «ladri» il Brescia se l'è sentito dare nella placida Cittadella dopo un 2-0 tuttosommato legittimo. E domenica, dopo la vittoria contro il Torino, l'allenatore dei granata Gianpietro Ventura, peraltro tecnico capace e persona perbene, ha detto proprio questo, che ci sarebbe stato niente da dire se la sua squadra avesse vinto con 3 reti di scarto. A stento si nasconde il sorrisino, Si lascia dire, magari si replica con pacatezza come ha fatto Alessandro Calori («Non la penso così, anche noi abbiamo avuto le nostre palle-gol e reclamato un paio di rigori»), ma sentirsi dire che il Brescia non ha meritato di vincere, dopo aver vinto, è una sensazione inebriante. E sono lontane anni-luce le domeniche, anzi i sabati (o i venerdì, i lunedì, i martedì: ormai si gioca tutti i giorni e a ogni orario) in cui i bresciani - dirigenti e staff tecnico; giocatori, tifosi e pure giornalisti al seguito - dovevano combattere, sulla strada del ritorno, non solo con la mestizia di un risultato spesso negativo (prime 8 gare a parte), ma con il dolore alle spalle per le pacche date dagli avversari: «Ma come giocate bene, ma che giovani interessanti. Nessuno come il Brescia. Bravi, bravi!».

E ALL'INIZIO, come a Padova, la prima sconfitta della stagione, la stazione di partenza della via crucis che porterà all'esonero di Scienza e all'arrivo di Calori, ci si beava di questa squadra che, pur perdendo, produceva un bel gioco. Sconfitta dopo sconfitta, complimento dopo complimento, pacca dopo pacca, non ci si è resi conto che lo sbagliare continuamente occasioni e ripetere quasi meccanicamente gli errori difensivi puntualmente sfruttati dagli avversari, non era affatto giocare bene. Era la strada maestra per la seconda retrocessione consecutiva, dopo la discesa dalla serie A nell'anno del centenario. Il Brescia di Calori non prende gol, ha l'approccio giusto alle partite. È organizzato, segna e vince pur non imbottito di punte. Ha riacceso la speranza di una stagione siginficativa nei tifosi, annunciati in buonissimo numero lunedì sera a Gubbio nonostante la giornate feriale e l'ora tarda di inizio della partita (ore 20,45). I biancazzurri sono a 3 punti dai play-off e c'è chi, in forza di questa nuova prospettiva, legittimata dal primo successo stagionale contro una rivale di classifica superiore (e perdipiù si tratta della capolista), chiede a gran voce una squadra più spregiudicata, il ritorno a una linea ancora più verde, anche se domenica, dopo due mesi in naftalina, si è rivisto in campo Salamon. Che lo chiedano i tifosi, è un conto. Ma che certi mugugni malsopiti per l'atteggiamento tattico del Brescia arrivino dall'interno.... È un momento magico, questo. Si faccia in modo che queste battaglie conquistate in serie diventino il preludio al successo nella guerra. Pensino, i brontoloni, ai benefici effetti sulle casse societarie. Mai come in questo caso il silenzio può valere oro.

Fonte bresciaoggi

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