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Brescia, C&C per ritrovare il gol

Brescia, C&C per ritrovare il gol TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
giovedì 20 settembre 2012, 15:11Brescia

Uno ha i movimenti lenti, quando stacca non ha ancora la leggerezza di un airone, le ali paiono immobilizzate. L'altro trotterella stancamente nella metà campo avversaria. Ma quando Andrea Caracciolo e Daniele Corvia si cercano, si trovano. E sono gol. E applausi dei presenti. E lievito per le speranze dei tifosi del Brescia, che deve ritrovare la via della rete. E fa niente che di fronte ci sia il Ciliverghe di Eccellenza, che poi tanto morbido non è, sia tecnicamente che agonisticamente. C'è Quarenghi, il capitano del grande Salò; c'è Tagliani, il capitano della Primavera del Brescia che nel '96 conquistò il Viareggio matando in finale il Parma di un portierino che si chiamava Buffon.

Calori decide che i titolari presunti giochino nel secondo tempo. Le riserve certe, a parte Stovini e il ritrovato Lasik che apre le marcature con un bel destro dal limite, faticano nella prima parte, chiusa sul 2-1 (pareggio di Mucchetti per il Ciliverghe e inzuccata di Picci per il nuovo allungo biancazzurro). Dopo la pausa, la coppia. Un primo tentativo di dialogo, dopo 5 minuti, muore sul nascere. E mentre Bouy imperversa (firma il 3-1, è imprendibile), Caracciolo e Corvia salgono in cattedra. Basta poco. Al 16', dalla destra, l'ex leccese crossa a mezza altezza per l'Airone, che in acrobazia batte il portiere. E tre minuti più tardi, le parti si invertono nell'azione più spettacolare del pomeriggio: Corvia dalla trequarti detta il passaggio a Caracciolo, riceve il pallone di ritorno del compagno di reparto e di destro fredda il portiere.

È la rete del 5-1, che chiude l'amichevole che nella parte conclusiva vive sulle (rare) fiammate dei due, entrambi prime punte. Caracciolo non è al massimo e si vede. Lunedì ha segnato all'Urago Mella nella festa dei gemelli Filippini, ieri con il Ciliverghe, chissà che anche sabato a Vicenza... sarebbe ora. Corvia ha ancora qualche limite atletico ma la tecnica e il peso della presenza in campo non si discutono, soprattutto considerando la fatica di Mitrovic nel primo tempo. Inizialmente è l'ex leccese a girare al largo, lasciando all'Airone il compito di presidiare l'area altrui, nella seconda parte le parti si invertono: Caracciolo svaria, Corvia staziona in zona-gol. La coppia d'attacco promette bene, ora Calori deve risolvere la convivenza in mediana tra l'esuberante Bouy e il saggio Budel. I due si pestano i piedi, spesso l'olandese fa le veci del regista, vuole comandare il gioco. Nel finale Budel, all'ennesimo sconfinamento del compagno di squadra, urla «ma giocala qua!». Problemi tipici di una squadra costruita a «pezzi e bocconi», per dirla con Calori.

Fonte brescia oggi

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